Intervistiamo Massimo Orione: dalla pizzeria migliore d’Africa alla beneficienza ai tempi del Covid-19.

Massimo's pizza

Come si diventa la migliore pizzeria d’Africa? Oggi lo chiediamo al piemontese Massimo Orione proprietario della pizzeria Massimo’s, che nel 2019 ha vinto questo prestigioso riconoscimento.
Nella nostra intervista Massimo ci racconta i suoi inizi professionali, il suo trasferimento a Cape Town, le novità in arrivo e il suo grande impegno sociale a sostegno della comunità locale.
Il ristorante Massimo’s a causa dell’emergenza Covid-19 è al momento chiuso al pubblico, ma il suo proprietario e sua moglie non si sono mai fermati, creando una raccolta fondi a sostegno delle persone in difficoltà di Cape Town in questo particolare periodo storico.

Scopriamo di più nella nostra intervista a Massimo Orione!

– Ciao Massimo, ti va di raccontarci la tua storia e perché ti sei trasferito a Cape Town?

Mia moglie Tracy ed io scoprimmo Cape Town, e in particolare Hout Bay, alla fine del nostro primo viaggio in SA, nel 2003. A qual tempo vivevamo in Dordogna, Francia, dove avevamo un agriturismo, e da quell’anno, alla fine della stagione chiudevamo e venivamo a farci l’estate qua.

Massimo's pizza

– Com’è nata l’idea di aprire una pizzeria in Sudafrica?

Nell’agriturismo in Francia cucinavamo spesso per i nostri clienti (Tracy è bravissima) e io avevo installato un forno a legna e aperto il Pizzaclub nel nostro cortile, per i nostri clienti e gli espatriati inglesi che vivevano nella zona.
Appena ottenemmo i visti per il Sud Africa emigrammo qua permanentemente e decidemmo di aprire Massimo’s.

– A livello di burocrazia, quali sono stati i passi che hai fattCome si diventa la migliore pizzeria d’Africa? Oggi lo chiediamo al piemontese Massimo Orione proprietario della pizzeria Massimo’s, che nel 2019 ha vinto questo prestigioso riconoscimento.o per aprire la tua attività? Hai riscontrato difficoltà? 

Riuscimmo ad ottenere il business visa nel 2006 e dopo due anni il permanente.
A qual tempo era più facile di ora. Per il ristorante non posso fare confronti con l’Italia perché questo è il mio primo ristorante ufficiale, ma credo qua le regole siano molto più rilassate.

Massimo's pizza Cape Town

– Come hai fatto per farti conoscere a livello locale? 

Non è stato facile. Il primo inverno avevamo serate con un tavolo solo! Ma poco per volta siamo diventati popolari e grazie al social media si è sparsa la voce.
Molto importante è stato anche il nostro impegno sociale e caritatevole.
Il ristorante non è posizionato in una zona turistica quindi dobbiamo contare soprattutto sul supporto continuo dei locali.

Massimo's pizza Cape Town

– Quali pensi siano i punti di forza della cucina italiana? E perché secondo te la pizza è amata davvero da tutti?

Il bello della cucina italiana è che la puoi mangiare una o più volte tutte le settimane ed è molto varia. Abbiamo clienti regolari che vengono almeno una volta a settimana. La pizza può essere disegnata in una miriade di varietà, con o senza pomodoro… non puoi mai annoiarti!

– L’anno scorso hai vinto il premio per miglior pizzeria d’Africa. Come ci si sente a ricevere un tale riconoscimento?

Il premio è stato incredibile. È arrivato a fine luglio, nel mezzo della stagione invernale e dalla settimana successiva siamo stati quasi pieni ogni giorno, hanno parlato di noi su giornali, radio tv. C
redo che il fatto che il premio arrivasse direttamente da Napoli ha avuto molto più valore che se fosse stato un premio locale.

Massimo Orione miglior pizzeria d'africa

– Dopo questo importante premio, che cosa è cambiato nella tua vita a livello professionale?

Appena prima di ricevere il premio stavamo pensando di aprire un altro locale, ma ora (prima del virus) eravamo talmente impegnati che abbiamo deciso che è meglio avere un locale solo. Abbiamo capito che sarebbe impossibile e pericoloso tentare di ricreare l’atmosfera di Massimo’s in un altro locale.
Invece, (e questa è un’anteprima per tutti), stiamo lanciando Massimo’s Spiriti Famosi, una serie di liquori che faremo a casa nostra, appena otterremo la licenza.

Massimo's pizza Cape Town

– In queste giornate di lockdown, molti italiani stanno cucinando la pizza in casa. Ti va di dare loro qualche consiglio per farla buona come la tua?

Ha ha la mia pizza è impossibile da ricreare a casa, senza un forno a legna a 400 gradi!

Massimo's pizza Cape Town

– Sappiamo che nonostante il tuo ristorante sia momentaneamente chiuso per l’emergenza Covid-19, sei impegnato per una causa davvero speciale. Ti va di parlarcene?

Nel 2013 ho avuto leucemia e mi ha salvato un trapianto di midollo osseo fatto a Genova, con midollo di mia sorella Loretta. Quando siamo tornati in Sud Africa abbiamo deciso di dedicarci di più alla beneficenza.
Da allora le cause che supportiamo sono aumentate una per una, e ora supportiamo 11 charities o cause diverse.
Nel menù abbiamo vari piatti per cui doniamo 5 rands a una specifica charity.
In più abbiamo iniziato il PayitForward, dove i clienti possono comprare una o più fette di pizza ‘virtuali’ per R10, e ogni sei fette vendute abbiamo una pizza da dare a gente bisognosa o meritevole.
Nel 2019 abbiamo distribuito più di 550 pizze!
Quando hanno annunciato l’obbligo di chiusura per il Covid-19, il nostro primo pensiero è stato: come possiamo continuare ad aiutare la comunità? Specialmente ora che ci sarà più bisogno che mai?
Così è nata l’idea di tenere la cucina aperta, non per i clienti ma per charity.
Due o tre volte a settimana, io e mia moglie Tracy, o i miei due managers Anton e Chris cuciniamo circa 250 porzioni che poi vengono distribuite da due NGO locali.

Massimo's pizza Cape Town
Massimo's pizza Cape Town

– Come possono aiutarti le persone che vogliono partecipare a questa iniziativa?

Il modo migliore è fare una donazione a questo link (si può fare da ovunque, basta la carta di credito) e anche spargere la voce in modo da ispirare altri a fare iniziative simili.

Ringraziamo Massimo Orione per la sua gentilezza e disponibilità.
Invitiamo i nostri lettori a collegarsi alla pagina di raccolta fondi istituita da Massimo.

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