“Ho portato la mozzarella in Sudafrica”. Intervista a Davide Ostuni di Puglia Cheese.

Oggi siamo in compagnia di Davide Ostuni, fondatore di “Puglia Cheese” attività di successo grazie alla quale Davide ha importato in Sudafrica i formaggi italiani più famosi, come la mozzarella e la burrata. Davide ci racconta la sua vita, con i suoi alti e bassi, come ha avuto inizio la sua attività e la sua grande tenacia. Attraverso le sue parole, possiamo captare un Sudafrica in continuo mutamento, i suoi colori brillanti e luoghi davvero speciali.

Grazie a Davide Ostuni per questa intervista e per tutti i consigli che ci ha fornito.

 

 

 

1)      Buongiorno Davide, ci racconti brevemente la tua storia? 

Ho lasciato l’Italia a 16 anni, era il 1997, ed ho vissuto in Europa per un po’ di tempo, specialmente a Londra dove ho lavorato come fotomodello, in discoteca e come proprietario di un negozio di vestiti in Oxford Street. Nel 1990 decisi di lasciare Londra e raggiungere la mia fidanzata in Africa. Ma purtroppo non avevo il visto per entrare.

Riuscii comunque ad entrare nello Zimbabwe, Paese che non richiede il visto per i cittadini italiani. Dopo essere entrato in Africa, la girai tutta e me ne innamorai. Vidi con i miei occhi  i leoni rincorrere le zebre, i bufali selvatici, ho visto elefanti nuotare con i propri piccoli sulle spalle. Ho camminato, mangiato e dormito in mezzo alla natura. Ma, cosa più importante, fui protagonista di uno degli avvenimenti più significativi della storia del Sud Africa: l’arrivo di Nelson Mandela a Cape Town appena liberato dal carcere di Robben Island. Fu un sollievo per la maggioranza dei Sudafricani. Significava la fine dell’oppressione e del totalitarismo, finalmente liberi. Dopo un breve rientro in Italia, tornai in Sudafrica ed iniziai a lavorare come consulente in cucina ed in sala per un ristorante italiano chiamato “La Mafia”, un nome indecente ma forse l’unico locale italiano decente di quei tempi.

Nel Gennaio del 1993 mi misi d’accordo con il proprietario per acquistare il locale con il B&B annesso. Il mio sogno si stava avverando, vivere in una città fantastica ed avere un business, addirittura 3. Con una mia amica aprimmo, infatti, un’ agenzia ‘Cape Town Fine Wines’ per vendere il vino strepitoso africano in Europa.

Nell’Aprile 1993 Tutto si fermò. Mi accorsi che il mio visto era scaduto. Non me lo rinnovarono e mi diedero 24 ore per lasciare la Nazione. Il mondo mi crollò addosso. Dovetti lasciare tutto, compresa quella che sarebbe diventata mia moglie. Rientrai in Italia ma capii ben presto che se vuoi fare business in Italia dipende tutto da chi conosci, da chi sei…le mazzette anche per una licenza di negozio per ferri vecchi. Gli stimoli erano davvero pochi.

Per volontà del Signore, quando ero quasi a corto di idee e di soldi, mia sorella mi chiama dicendomi che al telefono c’era un certo Giovanni. “Davide”- gridò alla cornetta- “finalmente ti ho beccato! Ho chiamato tutti gli Ostuni di Brindisi per trovarti! Vieni su a Londra che ho un ristorante assieme ad un socio, ho bisogno di un manager come te”. Dopo circa 9 mesi, il mio amico e il socio litigano. Acquisto il ristorante. Dopo 2 mesi apro il secondo. Io e Ursula ci sposiamo. Entro l’anno dopo apro un quarto ristorante, poi il quinto. Dopo 2 anni ed un bimbo di 1 anno, vendo i ristoranti e nel 1999 entro in società con un mio amico di scuola in un ristorante a Verona. Rimango solo per qualche mese, il razzismo nei miei confronti e in quelli di mia moglie era insopportabile. Torno con mia moglie a Londra. Dopo tanti lavori, decido di aprire un ristorante con vecchi amici: fu un successo. Nel frattempo aprii anche un’agenzia importazioni di prodotti dall’Italia, che andò a gonfie vele.Nel 2005 tornammo o meglio, tentammo di stabilirci in Italia. In Puglia naturalmente. La mia agenzia andava bene e potevo lavorare da qualsiasi parte, importante che avessi connessione internet.

L’idea era di acquistare una vecchia Masseria e trasformarla in sede per workshops di produzioni tipiche locali, dalla trasformazione dell’olio alle verdure biologiche, sott’olii e sott’aceti. Insegnare agli Europei la vita Mediterranea, la Puglia e la bella vita.Purtroppo, tutto si volgeva attorno a mazzette, favori, “caffè” e amicizie. Insopportabile. Decidemmo quindi di andarcene e abbandonare ogni speranza di rientrare in Italia.

Decidemmo di anticipare il rientro in Sud Africa. Ritornare alla base, Cape Town, la mia amata città che vedevamo dal 1994 solo una o due volte l’anno in vacanza. Il mal d’Africa era sempre vivo.

2)      Nel 2010 sei tornato a Cape Town e ti sei reso conto che mancava il prodotto della mozzarella. Quali sono stati i passi successivi? 

Gennaio 2010. Residenti a Cape Town. Venne con me un mio amico che conobbi nei miei diversi viaggi settimanali da Brindisi a Londra. Io non avevo idea sinceramente di cosa fare, ma il mio amico individuò il gap. Non c’era una mozzarella decente. I pochi caseifici o facevano Cheddar e Gouda o Mozzarella in blocchi. Io sapevo fare qualche formaggio ma a livello casalingo non da caseificio. Chiamammo un casaro da Bari e Giugno 2010 cominciammo.

Da premettere che stavamo anche per aprire il primo ‘Terrazza Martini’ al settimo piano in pieno centro con vista mare e Table Mountain. Ma ve lo racconto un’altra volta. Così nacque Puglia Cheese. Giustamente Puglia. Tutti e tre pugliesi.

3) A livello di burocrazia, quali sono stati i passi che hai fatto per aprire la tua attività? Hai riscontrato difficoltà? 

Nessuna burocrazia, anzi. Molto aiuto da parte di tutte le autorità e ufficiali comunali.

4) Come è stata accolta la mozzarella Italiana (così come gli altri latticini che produci) a Cape Town? 

Agli inizi fu dura, infatti come piano B investii in un ristorante ben conosciuto, in caso Puglia Cheese andasse in malora.

La gente non era abituata a mozzarella in acqua o mozzarella ripiene (Burrata). Erano abituati a mozzarella dure in blocco, tipo filoni per pizza. Per I primi 8 mesi vendevamo forse 1 Kg al giorno. Ma non mollammo.

5) Come hai fatto per farti conoscere a livello locale? 

Verso Marzo del 2011 ci arrivò una email dal South African Dairy Championship, esortandoci ad acquistare i biglietti per il gran gala e per le premiazioni dei formaggi prodotti in Sud Africa. Io la ignorai perché non avevo idea di chi fossero. A nostra insaputa, mia moglie aveva iscritto i nostri prodotti. Nel frattempo arrivò un’altra email dove ci spiegava che “non erano autorizzati a divulgare i vincitori” ma che sarebbe stata una buona idea se fossimo stati presenti alla premiazione. Comprammo subito i biglietti! Vincemmo 4 Gran Premi con Mozzarella, Burrata, Bocconcini e Nodini e il Gran Premio QUALITÈ per eccellenza.  

6) A livello di produzione, ti rifornisci da allevamenti italiani o in loco? 

Importare dall’estero è un po’ complicato e costoso. Inoltre il prodotto locale è fantastico. Il Western Cape, (la regione di Cape Town) ricorda molto la Puglia-Abruzzo-Toscana, ricca di fiumi e dal clima molto simile al nostro. Temperature estive che non superano quasi mai i 34 gradi ed invernali che non scendono quasi mai oltre i 12 gradi, eccetto durante le escursioni termiche notturne dove anche d’estate al calar del sole la temperature cala subito di 4/5 gradi e la notte d’inverno scende anche a 4 gradi. Quindi abbiamo tantissime cantine, oltre 350 solo in questa regione e diversi allevamenti di bestiame con carne e latte eccellente.

7) Vendi i tuoi prodotti al dettaglio e/o rifornisci supermercati e ristoranti? 

Puglia Cheese è presente sia nei ristoranti che supermarket. Di recente abbiamo aperto un punto vendita, ‘Ital Emporio’ dove oltre a vendere il nostro prodotto vendiamo quasi esclusivamente generi alimentari Biologici e GMO free.

 

 

 

 

8) A livello di qualità di vita, quali sono i tre aspetti di Cape Town che ami di più e quali quelli che ami di meno?

La qualità di vita qui è eccellente. Con poco riesci a fare e ad andare in diversi posti. La montagna, il mare, lago e deserto sono a due passi. Quindi hai spesso l’imbarazzo della scelta di dove andare. Una delle cose che incantano qui sono i colori. Il cielo ed il sole specialmente. Non riesci a descriverli, le nuvole hanno un colore vivo diverso, il cielo è AZZURRO splendente, sembra quasi colorato o filtrato, ritoccato con il photoshop per evidenziare l’azzurro.

Il sole quando tramonta colora tutto di rosa, arancione, viola, rosso, blu; le nuvole diventano psichedeliche. Non si può descrivere. È da vedere.

Sul lungomare quando cala il sole, spesso ci si mette a guardare in silenzio, ‘parla il sole’, la natura, il mare. La immensa Table Mountain che diventa prima rosa e poi rossa e poi buia dietro un cielo ancora semi lucente. Il mare, così come le distese, offrono in ogni momento qualcosa di nuovo: una balena che salta fuori dall’acqua, delfini che giocano con le onde, pinguini o foche che vengono a riva a riposarsi, gazzelle, zebre, a antilopi sono dappertutto e a volte anche serpenti. Andare a cena con la famiglia e’ ancora un lusso che ci si può permettere senza rompere il salvadanaio.

Elencare tre aspetti è troppo poco.

La gente, molto affabile ma che rincorre sempre il mito ‘Europeo’ come noi in Italia rincorrevamo quello Americano. Più che Europeo, rincorre lo stile ed il mito Italiano. Molti edifici hanno nomi Italiani, anche strade in città. Comprare il Made in Italy sia per indossarlo che per adornare casa o costruire casa con stile Italiano e’ di rigore, specie se ‘Stile Toscano’. Non amo le due realtà che ci sono però. La ricca e la estrema povera. La divisione non è fra bianchi o neri come molti ancora credono. Qui ci sono più ‘middle class’ di neri che bianchi. Il divario fra ricco e povero è  però immenso. Un’alta percentuale di Sudafricani vive ancora in case capanna fatte di lamiera e legno, non ha acqua in casa e molti neanche la luce, ne servizi igienici. La città ha zone di case abusive una attaccata all’altra, quindi impossibile per il comune poi poter costruirci fogne e strade decenti. A volte, la sera tardi ci accompagno alcuni ragazzi che lavorano da me, perché hanno paura di andare a piedi fino a casa. Sembra di entrare in un altro mondo, un po’ ‘mad max’ un po ‘The day after’.. un po’ ‘anarchia totale’.

9) Che cosa consiglieresti ad una persona che vuole intraprendere un tipo di attività simile alla tua? 

Di venire e valutare di persona e parlare con altri impresari nella zona, esiste un sito che è nato proprio per questo. Bisogna tenere sempre in mente che siamo sì in una nazione molto avanzata ma è pur sempre Africa.

10) Sveli ai nostri lettori tre luoghi fuori dai percorsi turistici da non perdere a Cape Town? 

Le cascate a terrazza di Tulbagh.

Hiking da Costantia fin su alla Table Mountain.

La spiaggia di Llandudno.

11) Dove si mangia la miglior pizza di Cape Town? 

Nella parte Nord, sul versante Atlantico ci sono Forneria Italia, Trecastelli e Pizza Vesuvio.

Al Sud della Città, ad Hout Bay, c’è Massimo’s.

In città, nel Waterfront, ci sono Meloncino e Primi Piatti.

12) Sappiamo che Cape Town conta una nutrita comunità italiana. Pensi che vi sia coesione tra italiani? O, come molti, pensi che di italiani a Cape Town ve ne siano “troppi”? 

Diciamo che ci sono diversi ‘gruppi’ di italiani: chi è nato qui da genitori italiani, chi è arrivato qui da piccolo e chi è arrivato qui negli ultimi 15 anni. C’è il Club Italiano che e’ molto più gettonato da moltissimi “non Italiani” o da anziani Italiani. Una volta l’anno quasi tutti gli italiani del posto si ritrovano comunque lì per eventi. Certi gruppi, invece, non vanno mai. Quindi siamo uniti ma divisi. Ci conosciamo comunque bene o male quasi tutti.  Da 5 anni a questa parte c’e’ quasi una invasione di italiani ed imprenditori specie di Energia rinnovabile e costruttori. Conosco 8 famiglie che si sono appena trasferite.

13) Rispetto alla prima volta che hai visitato Cape Town, quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato? 

LA prima IL TRAFFICO!! Città del Capo è quasi 4 volte quella che era la prima volt a che sono venuto. Dove abito attualmente era “jungla”, ora è un rione di oltre 120mila abitanti. A Città del Capo si stanno trasferendo tanti Sudafricani, specie da Johannesburg, e questo ha comportato un rincaro dei prezzi delle case: cosa compravi 4 anni fa con 70mila euro ora hai bisogno di 110mila.

E poi la criminalità che è aumentata: prima nessuna casa o quasi nessuna aveva cancelli o recinti. Ora TUTTI.

E poi nel bene, finalmente si beve un caffè decente e abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta nei ristoranti! Alcuni sono i primi 50 nel mondo e uno top 7 nel mondo. E finalmente abbiamo una linea AUTOBUS! E addirittura una carreggiata dedicata solo agli autobus!

14) Un pregio dell’Italia che vorresti in Sudafrica ed un pregio del Sudafrica che vorresti in Italia. 

IL MARE CALDO!! Ma questo è applicabile solo qui a Cape Town. La temperatura media del mare è 12 gradi anche in piena estate! Se ci fosse un mare caldo come in Puglia sarebbe proprio un Paradiso, forse troppo perfetta. Invece dal Sud Africa importerei la burocrazia snella di cui molti si lamentano ma dimenticano-ignorano quella italiana,

15) Se un italiano volesse assaggiare i tuoi prodotti dove dovrebbe andare? 

Nei migliori ristoranti, moltissimi alberghi, SPAR e Food lovers Market. O direttamente da noi.

Grazie Davide per la tua cortese disponibilità.

Seguite la pagina facebook ufficiale di Puglia Cheese per non perdervi nessuna novità.

Leggi anche: 10 ristoranti italiani da non perdere.

Se avete bisogno di consigli o di informazioni, come sempre, non esistete a contattarci.

 

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