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	<title>italiani a Cape Town Archivi - My CapeTown</title>
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	<description>La città più bella del mondo</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Feb 2025 16:17:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lavorare a Cape Town: informazioni utili, documenti necessari e consigli da local</title>
		<link>https://mycapetown.it/lavorare-a-cape-town-informazioni-utili-documenti-necessari-e-consigli-da-local/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 16:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[vivere a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[vivere in sudafrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sogni di lavorare da qualsiasi parte del mondo? Magari da una metropoli vibrante, affacciata sull’Oceano e immersa nella natura? Hai mai pensato di lavorare a Cape Town? Lavorare a Cape...</p>
<p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/lavorare-a-cape-town-informazioni-utili-documenti-necessari-e-consigli-da-local/">Lavorare a Cape Town: informazioni utili, documenti necessari e consigli da local</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sogni di lavorare da qualsiasi parte del mondo? Magari da una metropoli vibrante, affacciata sull’Oceano e immersa nella natura? <strong>Hai mai pensato di lavorare a Cape Town?</strong></p>



<p><strong>Lavorare a Cape Town</strong> significa trovare il perfetto equilibrio tra produttività e qualità della vita. La città offre co-working moderni, un’ampia rete di professionisti internazionali e contesto davvero dinamico.</p>



<p><strong>Con un clima mite tutto l’anno, paesaggi spettacolari e un costo della vita competitivo, sempre più nomadi digitali e lavoratori da remoto scelgono questa destinazione.</strong></p>



<p>Dopo la recente introduzione da parte del Governo Sudafricano di <strong>un nuovo visto dedicato ai nomadi digitali (digital nomad visa),</strong> abbiamo deciso di scrivere un articolo dedicato a chi desidera lavorare a Cape Town.</p>



<p><strong>In questo articolo vediamo quali documenti servono per lavorare in Sudafrica, offrendo tanti consigli utili e l’esperienza diretta di Federico, un italiano che vive e lavora a Cape Town da tanti anni.</strong></p>



<p>Se desideri fare questo tipo di esperienza, MyCapeTown è al tuo fianco e ti offre una consulenza professionale specializzata in immigrazione. Contattaci a hello@mycapetown.it per ricevere maggiori informazioni.</p>



<p>Tra tramonti a Camps Bay, hiking sulla Table Mountain e cocktail nei migliori club del mondo, ti chiederai perché non hai cominciato prima <strong>lavorare a Cape Town!</strong></p>



<div class="wp-block-cover"><span aria-hidden="true" class="wp-block-cover__background has-background-dim"></span><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" class="wp-block-cover__image-background wp-image-4870" alt="" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/kylefromthenorth-hzR9rDXWbqo-unsplash-1024x682.jpg" data-object-fit="cover" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/kylefromthenorth-hzR9rDXWbqo-unsplash-1024x682.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/kylefromthenorth-hzR9rDXWbqo-unsplash-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/kylefromthenorth-hzR9rDXWbqo-unsplash-768x512.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/kylefromthenorth-hzR9rDXWbqo-unsplash-1536x1023.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/kylefromthenorth-hzR9rDXWbqo-unsplash.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
<p></p>
</div></div>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-large-font-size"><strong>Lavorare a Cape Town: tutto quello che devi sapere</strong></li>
</ul>



<p>Cape Town non è solo una delle città più belle del mondo, ma è anche una destinazione ideale per chi vuole lavorare da remoto. La capitale del Western Cape offre un mix perfetto tra qualità della vita e opportunità di networking, con un clima mite tutto l’anno, natura incontaminata e le vibes di una vera metropoli internazionale.</p>



<p>Inoltre, il costo della vita è più accessibile rispetto a molte altre grandi città, rendendola una scelta conveniente per nomadi digitali e professionisti.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Ingresso in Sudafrica per cittadini italiani: cosa sapere nel 2025</strong></li>
</ul>



<p>Se sei cittadino italiano e vuoi trasferirti temporaneamente a Cape Town per lavorare da remoto, ecco le regole attuali per l’ingresso in Sudafrica:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Nessun visto richiesto per soggiorni inferiori a 90 giorni</strong>: i cittadini  italiani possono entrare in Sudafrica senza dover richiedere un visto turistico prima della partenza.</li>



<li><strong>Visto rilasciato all’arrivo</strong>: è gratuito e valido per 90 giorni.</li>



<li><strong>Possibile proroga</strong>: è possibile richiedere una proroga del visto di ulteriori 60 giorni direttamente in Sudafrica.</li>
</ol>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Documenti richiesti per l’ingresso:</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Passaporto</strong> valido per almeno 30 giorni oltre la data di partenza, con almeno due pagine vuote consecutive.</li>



<li><strong>Biglietto aereo di ritorno</strong> o una prova di uscita dal Paese.</li>



<li>Prova di fondi sufficienti per sostenere il soggiorno.</li>
</ol>



<p>C<em>onsiglio utile</em>: prima di partire, compila la <strong>Customs Online Traveller Declaration</strong>, richiesta dalle autorità doganali sudafricane e stipula un’assicurazione di viaggio per coprire eventuali spese mediche.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-large-font-size"><strong>Che cos’è il Digital Nomad Visa in Sudafrica e come funziona?</strong></li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/merakist-zY7b8rTra3A-unsplash-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4876" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/merakist-zY7b8rTra3A-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/merakist-zY7b8rTra3A-unsplash-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/merakist-zY7b8rTra3A-unsplash-768x576.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/merakist-zY7b8rTra3A-unsplash-1536x1152.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/merakist-zY7b8rTra3A-unsplash.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Una delle novità più interessanti per chi desidera lavorare a Cape Town è l’introduzione del <strong>Visto per Nomadi Digitali, (il Digital Nomad Visa),</strong> pensato per i lavoratori da remoto che lavorano&nbsp; per aziende estere o come freelance.&nbsp;</p>



<p>Questo visto è perfetto per chi vuole vivere e lavorare in Sudafrica senza la necessità di ottenere un permesso di lavoro tradizionale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Requisiti principali:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Reddito annuo minimo</strong>: R650.976 (circa 35.525,95 euro).</li>



<li><strong>Durata</strong>: il visto è inizialmente concesso per un anno, con possibilità di rinnovo.</li>



<li><strong>Prova di lavoro remoto</strong>: contratti di lavoro o accordi freelance.</li>



<li>Assenza di precedenti penali.</li>



<li><strong>Assicurazione sanitaria</strong> valida per il periodo di permanenza.</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Chi può richiederlo?&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Nomadi digitali che lavorano per un’azienda estera o come freelance.</li>



<li>Professionisti con un reddito annuo superiore alla soglia richiesta.</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Chi non può richiederlo?&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Chi vuole lavorare per un’azienda sudafricana.</li>



<li>Chi vuole studiare o avviare un’attività commerciale in Sudafrica.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-large-font-size"><strong>Come richiedere il Digital Nomad Visa?</strong></li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Ecco i passaggi da seguire per ottenere il visto da nomade digitale per il Sudafrica:</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Raccogliere i documenti: passaporto, prova del reddito, contratti di lavoro, assicurazione sanitaria.</li>



<li>Presentare la domanda: tramite l’ambasciata o il consolato sudafricano nel proprio paese.</li>



<li>Pagare le tasse richieste.</li>



<li>Attendere l’approvazione: i tempi di elaborazione possono variare, quindi è consigliabile muoversi per tempo.</li>
</ol>



<p><em>Nota importante</em>: le normative sui visti possono cambiare. Consulta sempre il sito ufficiale del <strong>Dipartimento degli Affari Interni del Sudafrica</strong> o l’ambasciata sudafricana prima di inoltrare la richiesta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/tobias-reich-1GgWbP74phY-unsplash-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-4872" style="width:840px;height:auto" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/tobias-reich-1GgWbP74phY-unsplash-1024x682.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/tobias-reich-1GgWbP74phY-unsplash-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/tobias-reich-1GgWbP74phY-unsplash-768x512.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/tobias-reich-1GgWbP74phY-unsplash-1536x1023.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/tobias-reich-1GgWbP74phY-unsplash.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-large-font-size"><strong>Cosa include il Digital Nomad Visa in Sudafrica?</strong></li>
</ul>



<p>Il visto da nomade digitale permette di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Vivere e lavorare in Sudafrica:</strong> puoi stabilirti in Sudafrica e svolgere il tuo lavoro da remoto.</li>



<li><strong>Esplorare il paese:</strong> avrai la possibilità di viaggiare e scoprire le bellezze naturali e culturali del Sudafrica.</li>



<li><strong>Rinnovare il visto:</strong> potrai rinnovare il visto dopo un anno, se continui a soddisfare i requisiti.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Cosa non include il Digital Nomad Visa in Sudafrica?</strong></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Permesso di lavoro per cittadini sudafricani:</strong> non ti permette di assumere cittadini sudafricani.</li>



<li><strong>Diritto di voto:</strong> non ti conferisce il diritto di voto nelle elezioni sudafricane.</li>



<li><strong>Accesso a determinati servizi:</strong> potrebbero esserci alcune restrizioni sull&#8217;accesso a determinati servizi, come l&#8217;assistenza sanitaria pubblica.</li>
</ul>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-large-font-size"><strong>Perché scegliere Cape Town per il tuo ufficio a cielo aperto? Lo abbiamo chiesto a chi ha fatto questa scelta!</strong></li>
</ul>



<p>Dopo aver visto le informazioni pratiche, vediamo perché lavorare a Cape Town è un’esperienza unica. Chiediamo consigli e vantaggi di lavorare a Cape Town a Federico, trasferito in Sudafrica molti anni fa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/brent-ninaber-L6EP96_w1Fc-unsplash-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4875" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/brent-ninaber-L6EP96_w1Fc-unsplash-1-1024x576.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/brent-ninaber-L6EP96_w1Fc-unsplash-1-300x169.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/brent-ninaber-L6EP96_w1Fc-unsplash-1-768x432.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/brent-ninaber-L6EP96_w1Fc-unsplash-1-1536x864.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/brent-ninaber-L6EP96_w1Fc-unsplash-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Ciao Federico, cosa rende Cape Town una destinazione ideale per i nomadi digitali?</strong></li>
</ul>



<p>Cape Town è una città unica, la cui bellezza è davvero difficile da paragonare ad altre destinazioni. Dopo il Covid, il turismo ha registrato una crescita esponenziale, con un numero sempre maggiore di persone che scelgono di lavorare da remoto, inclusi molti nomadi digitali. Questo fenomeno ha reso Cape Town una meta privilegiata per chi ha la libertà di lavorare da qualsiasi parte del mondo.</p>



<p>Ci sono molte ragioni che rendono Cape Town ideale. Innanzitutto, <strong>le stagioni opposte rispetto all’Europa</strong>: durante l’inverno europeo, è possibile sfuggire al freddo e alla neve per trovare un clima mite e soleggiato nella città sudafricana. Inoltre, il paesaggio mozzafiato è un valore aggiunto che si può apprezzare tutto l’anno.</p>



<p>Un altro aspetto rilevante è il <strong>costo della vita</strong>, decisamente più basso rispetto a quello europeo. Questa convenienza ha spinto il governo sudafricano a creare un visto apposito per i nomadi digitali, incentivando chi lavora da remoto a trasferirsi e vivere in questa splendida città.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Quali sono i quartieri più richiesti dai professionisti internazionali e perché?</strong></li>
</ul>



<p>I quartieri più ambiti dai professionisti internazionali si trovano lungo l&#8217;Atlantic Seaboard, in particolare <strong>Camps Bay, Bantry Bay, Fresnaye e Clifton.</strong> Queste aree sono molto apprezzate per diversi motivi: in primo luogo, <strong>sono tra i quartieri più belli e sicuri della città.</strong> La presenza di un’ampia comunità di expat contribuisce a creare un’atmosfera vivace e stimolante, con tante opportunità sociali, eventi e una vita notturna dinamica.</p>



<p>Questi quartieri offrono anche <strong>un contatto diretto con la natura e il mare</strong>, aspetti che molti professionisti internazionali cercano quando decidono di vivere a Cape Town. Qui si può godere di tramonti spettacolari e di un clima favorevole, lontano dai grattacieli e dal caos urbano, per immergersi appieno nell’esperienza africana.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Quali caratteristiche distintive e servizi aggiuntivi offrono gli immobili di lusso a Cape Town, considerando anche le esigenze di nomadi digitali?</strong></li>
</ul>



<p>Con l’aumento dei nomadi digitali a Cape Town, gli immobili di lusso sono sempre più progettati per rispondere alle loro esigenze specifiche. I servizi più richiesti includono connessioni WiFi ad alta velocità, spesso con fibra ottica, per garantire la massima efficienza lavorativa.<strong> La sicurezza è un aspetto fondamentale</strong>: molte proprietà offrono guardiani disponibili 24 ore su 24, sistemi di sorveglianza avanzati e posizioni in quartieri classificati come sicuri. Inoltre, sono sempre più frequenti immobili con spazi dedicati al coworking o studi attrezzati, insieme a servizi come concierge per semplificare la vita quotidiana.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Quali sono i costi medi per affittare una proprietà a Cape Town?</strong></li>
</ul>



<p>I costi degli affitti a Cape Town sono aumentati significativamente negli ultimi anni, spinti dall’elevata domanda e dall’offerta limitata.&nbsp;</p>



<p>Durante il periodo natalizio, dal 22 dicembre al 6 gennaio, i prezzi raggiungono i massimi: una casa per quattro persone può costare tra i 400 e i 500 euro al giorno. Per ville di lusso con piscina, situate nei quartieri più esclusivi e pensate per ospitare fino a dieci persone, le tariffe possono triplicarsi, arrivando a cifre tra i 20.000 e i 30.000 euro al mese.</p>



<p>Questi prezzi, sebbene elevati anche per gli standard europei, riflettono il forte interesse turistico verso la città, che ha creato un mercato molto competitivo nonostante il costo generale della vita a Cape Town sia ancora inferiore a quello europeo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Ci sono procedure particolari o documenti necessari per i non residenti che vogliono affittare una proprietà?</strong></li>
</ul>



<p>Affittare una proprietà a Cape Town è un <strong>processo semplice</strong>, soprattutto con il supporto di un agente di fiducia che può gestire la documentazione necessaria.&nbsp;</p>



<p>Non è richiesto un visto specifico per affittare una casa, considerando che il visto turistico standard ha una validità di tre mesi, estendibile fino a sei mesi. Tuttavia, per chi desidera entrare come nomade digitale, è necessario fare una richiesta ufficiale per ottenere il visto appropriato.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Tra i documenti e le procedure richieste, vi sono:</strong></p>



<p>1 Un deposito cauzionale, generalmente pari al 10% dell’affitto complessivo.</p>



<p>2 Un <em>breaking deposit</em>, pagabile prima dell’inizio del soggiorno.</p>



<p>3 Una copia del passaporto.</p>



<p>4 Le date di arrivo e partenza.</p>



<p>Questo rende il processo rapido e diretto, facilitando l’accesso anche a chi soggiorna temporaneamente.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Qual è il periodo migliore dell’anno per trovare affitti disponibili e convenienti?</strong></li>
</ul>



<p>Il periodo più vivace, con un’atmosfera magica, è <strong>tra metà dicembre e metà febbraio</strong>: Cape Town si riempie di turisti, feste ed eventi, ideale per chi cerca un’esperienza dinamica. Tuttavia, per i nomadi digitali che vogliono lavorare con meno distrazioni, i momenti migliori sono da ottobre a fine novembre e da fine febbraio ad aprile. In questi periodi si può ancora godere della bella stagione, con un clima estivo e un ambiente più tranquillo, simile al settembre italiano.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Quali attività o esperienze imperdibili suggeriresti ai nuovi arrivati per immergersi nella città?</strong></li>
</ul>



<p>Cape Town offre un’infinità di esperienze imperdibili. Tra queste:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Visitare Simon’s Town per osservare i pinguini africani.</li>



<li>Fare il bagno nell’oceano e godersi la bellezza naturale della costa.</li>



<li>Partecipare a escursioni e grandi camminate, immersi in paesaggi mozzafiato.</li>



<li>Esplorare la vita notturna di livello internazionale, ricca di eventi e ristoranti rinomati in tutto il mondo.</li>
</ol>



<p>Un’ottima risorsa per scoprire eventi e attività è <em>MyCapeTown</em>, un portale che promuove iniziative locali e permette di organizzare al meglio il soggiorno.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Pensi che Cape Town possa diventare una delle principali destinazioni globali per i nomadi digitali nei prossimi anni?</strong></li>
</ul>



<p>Sì, Cape Town è già una delle destinazioni preferite dai nomadi digitali e il suo appeal continua a crescere. La città offre molti vantaggi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Nessun fuso orario rispetto all’Europa</strong>, aspetto fondamentale per chi lavora con team o clienti europei.</li>



<li><strong>Facilità di accesso</strong>, con voli che richiedono solo uno scalo e una durata complessiva di 14-20 ore.</li>



<li><strong>Un contesto naturale mozzafiato</strong>, combinato con un <strong>costo della vita più basso</strong> rispetto all’Europa.</li>



<li><strong>Uno stile di vita unico</strong>, che attira persone da tutto il mondo per lavorare e vivere in armonia con la natura.</li>
</ol>



<p>Cape Town si sta affermando come un paradiso per chi cerca un equilibrio tra lavoro e qualità della vita.</p>



<p class="has-large-font-size">Se desideri lavorare a Cape Town e vivere in Sudafrica, MyCapeTown è al tuo fianco e ti offre una consulenza professionale specializzata in immigrazione. Contattaci a Hello@mycapetown.it er ricevere maggiori informazioni.</p>



<p>Vuoi leggere altre interviste di italiani che vivono in Sudafrica? Scopri la sezione dedicata! <a href="https://mycapetown.it/italiani-cape-town/">https://mycapetown.it/italiani-cape-town/</a>&nbsp;</p>



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<p></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-48690" data-img="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2025/02/merakist-zY7b8rTra3A-unsplash.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/lavorare-a-cape-town-informazioni-utili-documenti-necessari-e-consigli-da-local/">Lavorare a Cape Town: informazioni utili, documenti necessari e consigli da local</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lavorare a Cape Town come agente immobiliare: la parola a Federico De Lorenzo</title>
		<link>https://mycapetown.it/lavorare-a-cape-town-come-agente-immobiliare-la-parola-a-federico-de-lorenzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 09:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[vivere a Cape Town]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono oltre 85.000 gli italiani che hanno deciso di vivere in Sudafrica, mentre, nel 2018 l&#8217;anagrafe italiana registrava 10.000&#160;italiani residenti a Cape Town, con un aumento esponenziale negli ultimi cinque...</p>
<p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/lavorare-a-cape-town-come-agente-immobiliare-la-parola-a-federico-de-lorenzo/">Lavorare a Cape Town come agente immobiliare: la parola a Federico De Lorenzo</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono oltre 85.000 gli italiani che hanno deciso di vivere in Sudafrica, mentre, nel 2018 l&#8217;anagrafe italiana registrava 10.000&nbsp;italiani residenti a Cape Town, con un aumento esponenziale negli ultimi cinque anni. Se state pensando di vivere a Cape Town o se avete come obiettivo quello di comprare casa, questa intervista può fare al caso vostro. Federico lavora come agente immobiliare a Città del Capo e ci racconta segreti e curiosità di questa professione e le differenze rispetto all&#8217;Italia dal punto di vista del mercato immobiliare. </p>



<p>Se desiderate una consulenza per investire nel campo immobiliare a Cape Town o in Sudafrica, scriveteci a info@mycapetown.it, saremo lieti di mettervi in contatto con i nostri professionisti del settore e con Federico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-4-1024x682.jpg" alt="mercato immobiliare di Cape Town" class="wp-image-4547" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-4-1024x682.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-4-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-4-768x512.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-4.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Ciao Federico, ci racconti di come hai deciso di trasferirti a Cape Town e come hai iniziato a lavorare nel settore immobiliare?</strong></p>



<p>Ho deciso di trasferirmi a Cape Town grazie a mia nonna. Lei è stata forse una delle prime a vedere qualcosa di speciale in Cape Town ed ha deciso di trasferirsi qui nel lontano 1990. Ogni Natale venivamo qui a trovarla con la mia famiglia e dopo numerosi viaggi, nel 2013 ho deciso di trasferirmi anche io. Il mio ingresso nel settore immobiliare è stato del tutto casuale. Ho da sempre avuto un background nel settore delle vendite. Prima nel settore farmaceutico e poi anche in quello dell’ alta gioielleria.&nbsp;</p>



<p>Quando, grazie ad un amico, si è presentata l’occasione del Real Estate ho fatto le mie ricerche. Ho visto la grandissima richiesta da parte di turisti di acquistare in questa splendida città e non mi sono lasciato scappare l’occasione.</p>



<p><strong>Quali sono i tuoi quartieri preferiti a Cape Town e perché?</strong></p>



<p>I mie quartieri preferiti nella Mother City sono sicuramente: Camps Bay e Clifton per il paesaggio mozzafiato e spiagge che ricordano la Sardegna. Il Waterfront, perché è un po’ un international meeting point con un mix di lingue e culture e con tanto turismo.</p>



<p>Per finire, il centro città e’ sicuramente tra le mie location preferite. Soprattutto alla sera per cenare con amici e frequentare locali e lounge bar ad esempio.&nbsp;</p>



<p>La celebre Bree street penso che sia davvero magica soprattutto nel periodo tra dicembre e febbraio con concerti dal vivo, musica e tanto divertimento.</p>



<p><em><a href="https://mycapetown.it/va-waterfront-il-quartiere-commerciale-di-cape-town/">Leggi anche l’articolo V&amp;A Waterfront: il quartiere commerciale di Cape Town</a></em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="950" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-17.48.38-1024x950.png" alt="mercato immobiliare di Cape Town" class="wp-image-4548" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-17.48.38-1024x950.png 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-17.48.38-300x278.png 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-17.48.38-768x712.png 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-17.48.38.png 1294w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Quali sono le maggiori sfide e opportunità nel mercato immobiliare di Cape Town rispetto al mercato italiano?</strong></p>



<p>La maggiore sfida sul mercato sudafricano è sicuramente quella che concerne gli attuali tassi di interesse che rendono il mercato particolarmente difficile al momento per chi acquista tramite finanziamento o mutuo.&nbsp;</p>



<p>D’altro canto la grande opportunità, soprattutto per chi acquista dall’estero, è</p>



<p>il cambio estremamente favorevole al momento. Questo accompagnato da un mix di continuo turismo e di sviluppi immobiliare che incrementano esponenzialmente il valore degli immobili a Cape Town.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="781" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-17.48.05.png" alt="mercato immobiliare di Cape Town" class="wp-image-4549" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-17.48.05.png 1000w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-17.48.05-300x234.png 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/Schermata-2023-04-11-alle-17.48.05-768x600.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Come descriveresti il tuo cliente ideale? Ci sono differenze tra i tuoi clienti sudafricani e quelli italiani?</strong></p>



<p>Il mio cliente ideale è un cliente con idee chiare, ma che rimane comunque aperto ad ascoltare la mia opinione e seguire i miei consigli. Penso che spesso i clienti locali pensino di sapere tutto sul mercato immobiliare e quindi spesso si trovano a ragionare di testa loro e talvolta a sbagliare.</p>



<p>Sono invece rimasto molto soddisfatto dalla mie esperienze precedenti con clienti italiani, perché non conoscendo il mercato gli ho sempre visti disponibili ed open minded ad ascoltare il mio parere.</p>



<p><strong>Quali sono le tue attività preferite da fare durante il tempo libero a Cape Town?</strong></p>



<p>Sicuramente fare una bella camminata sul Lion’s Head o sul Table Mountain per godermi la vista mozzafiato sullo skyline di Cape Town. Se poi seguita da un momento di relax sulla spiaggia di Clifton, ancora meglio. Altrimenti adoro frequentare locali e cenare negli ottimi ristorante che la città ha da offrire con amici e colleghi, e perché no, talvolta anche con clienti che si fermano in città per qualche giorno in più.</p>



<p><em><a href="https://mycapetown.it/che-cosa-vedere-a-cape-town-in-tre-giorni-itinerari-consigli-e-indirizzi-utili/">Leggi anche l’articolo Che cosa vedere a Cape Town in tre giorni: itinerari, consigli e indirizzi utili.</a></em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="919" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-1024x919.jpg" alt="mercato immobiliare di Cape Town" class="wp-image-4550" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-1024x919.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-300x269.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-768x689.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed.jpg 1189w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Quali sono gli eventi culturali o sociali che consiglieresti ai visitatori italiani di Cape Town?</strong></p>



<p>Consiglio sicuramente le grandi gallerie d’arte di Bree street, in particolare il primo giovedì del mese che rimangono tutte aperte fino a sera.</p>



<p>Inoltre consiglio il museo di arte contemporanea Africana, ovvero lo Zeitz MOCAA che si trova al Waterfront. Un’altro must è sicuramente la visita guidata a Robben Island, che è la prigione dove è stato trattenuto Nelson Mandela. L’ho trovata un esperienza davvero indimenticabile oltre ad essere un vero pezzo di storia.</p>



<p><strong>Qual è la cosa più interessante o insolita che hai scoperto di Cape Town da quando ci vivi?</strong></p>



<p>La cosa che personalmente trovo più interessante è sicuramente il fatto che a due passi dal centro città, tra grattacieli e locali, ci si possa trovare in mezzo alla natura grazie alle numerose hike presenti a ridosso dello skyline di Cape Town.&nbsp;</p>



<p>Infatti, basta fare il giro della montagna per arrivare a Camps Bay e godersi camminate che ti fanno sentire lontano da clacson e rumore della città.&nbsp;</p>



<p>A pochi passi dal centro si possono infatti godere sentieri come quello del Table Mountain (forse il più celebre) ma anche il Lion’s head ed i Twelve Apostoles. Un qualcosa invece di insolito che ho scoperto nei capetowniani, è che non appena ci sono due gocce di pioggia, la gente non esce più di casa.&nbsp;</p>



<p>Infatti i numerosi locali, ristoranti etc si svuotano anche nelle serate che sembrerebbero essere le più affollate. Diciamocelo, la pioggia non piace a nessuno, ma i Capetowniani sembrano proprio odiarla.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-3-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-4551" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-3-1024x682.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-3-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-3-768x512.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/04/unnamed-3.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Quali sono le differenze culturali più significative tra l’Italia e il Sudafrica e come le gestisci nel tuo lavoro quotidiano?&nbsp;</strong></p>



<p>Una grande differenza che ho notato è sicuramente quella che a Cape Town c’è un clima vacanziero tutto l’anno e questo lo si riscopre molto anche in ambito lavorativo.&nbsp;</p>



<p>Con clima vacanziero non mi riferisco solo alle temperature elevate, ma proprio all’attitudine del local. Infatti si respira davvero un clima di pace e tranquillità anche quando si rimane bloccati nel traffico ad esempio. La gente saluta, sorride, è molto aperta e sempre ben disposta, come se fosse davvero sempre in vacanza.&nbsp;</p>



<p>Questo però ha anche l’altro lato della medaglia, ovvero che talvolta i programmi lavorativi vengono spostati, cancellati, insomma presi quasi più alla leggera e più spensieratamente. Colleghi che magari si concedono il giorno libero o che magari staccano da lavoro prima per godersi quell’ultimo sunset. Insomma un clima sicuramente più pittoresco ed inusuale rispetto alla nostra realtà italiana.</p>



<p><strong>Qual è la tua opinione sulle prospettive future del mercato immobiliare di Cape Town?</strong></p>



<p>Il mercato immobiliare attuale è davvero in forte crescita qui a Cape Town. Basti guardare i recenti studi e ricerche che mettono cape town tra le città</p>



<p>più in via di sviluppo e la più sviluppata sul continente Africano. Questo però sta portando a prezzi sempre più elevati che, soprattutto nella categoria “high end”, competono con le grande città europee.&nbsp;</p>



<p>Vedo dunque una continua crescita in positivo: più sicurezza, più sviluppi immobiliari interessanti ma anche una conseguente crescita del costo degli immobili stessi. Quest’ultimo potrebbe risultare negativo per chiunque decida di acquistare nei prossimi 5-6 anni, ma molto favorevole per chiunque stia pensando di acquistare in questo momento, sfruttando anche l’ottimo cambio di valuta.</p>



<p><strong>Infine, cosa consiglieresti a chiunque stia pensando di trasferirsi a Cape Town per lavoro o per motivi personali?</strong></p>



<p>Consiglio sicuramente una visita preventiva per incominciare ad orientarsi e fare magari qualche visita per case ed appartamenti. Infatti, essendoci un mercato così attivo, gli immobili più interessanti vengono venduti in&nbsp; addirittura poche settimane! Rimanere in contatto con un agente fidato è quindi la base per chiunque stia pensando di acquistare, cosi da poter ricevere informazioni ancora prima che gli immobili vengano messi sul mercato.</p>



<p>Poi pensare di aprire da subito un conto bancario per agevolare tutte le future registrazioni, transazioni etc.&nbsp;</p>



<p>Importantissimo anche consultare le diverse aziende che agevolano lo spostamento di fondi da Europa a Sudafrica, per ricevere il tasso di cambio più favorevole.&nbsp;</p>



<p>Infine, consiglio di venire qua con tanta serenità perché davvero questa è una città straordinaria, con innumerevoli opportunità e con splendide persone.&nbsp;</p>



<p>Una città in cui è davvero facile trovare i propri spazi ed alternare la frenesia della vita di città alla calma e la pace della natura.</p>



<p><em>Leggi anche l’articolo Comprare casa a Cape Town: come, dove e perché. Contattaci a </em><a href="mailto:hello@mycapetown.it"><em>info@mycapetown.it</em></a><em> per una <a href="https://mycapetown.it/contattaci/">consulenza professionale</a>. My Cape Town fornisce assistenza e consulenza personalizzata prima, durante e se necessario anche dopo il trasferimento in Sudafrica, trovando la soluzione ideale con passione, competenza e professionalitá.</em></p>



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		<title>Lello’s Deli: un angolo delizioso di Italia a Cape Town</title>
		<link>https://mycapetown.it/lellos-deli-un-angolo-delizioso-di-italia-a-cape-town/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 13:34:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[cape town]]></category>
		<category><![CDATA[vivere a Cape Town]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono luoghi nel mondo che ci fanno sentire come a casa. É ciò che accade quando entriamo da Lello’s Deli by Scarpetta a Cape Town, un’azienda a conduzione familiare che...</p>
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<p>Esistono luoghi nel mondo che ci fanno sentire come a casa. É ciò che accade quando entriamo da Lello’s Deli by Scarpetta a Cape Town, un’azienda a conduzione familiare che propone delizie tutte italiane da gustare al momento o in giro per la città.&nbsp;</p>



<p>Gestito dalla terza generazione della famiglia Turilli, questo negozio di alimentari artigianali di quartiere si ispira all&#8217;ideologia alimentare lasciata da Nonno Lello.&nbsp;</p>



<p>Oggi scopriamo di più con Chiara, che ci porta nel mondo di Lello’s Deli by Scarpetta con aneddoti e consigli su come aprire un business a Cape Town.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/279966441_166550579137295_4918120467599583464_n-1024x683.jpg" alt="Lello's Deli Cape Town" class="wp-image-4530" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/279966441_166550579137295_4918120467599583464_n-1024x683.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/279966441_166550579137295_4918120467599583464_n-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/279966441_166550579137295_4918120467599583464_n-768x512.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/279966441_166550579137295_4918120467599583464_n.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Buongiorno Chiara, ti va di raccontarci come nasce Lello’s Deli?</strong></p>



<p>Mio fratello Danillo, il mio socio in affari, voleva aprire una gastronomia da qualche anno. È stato un fotografo di moda per oltre 10 anni. Dopo aver lasciato il mio lavoro di food stylist e food editor per una rivista di gastronomia, Danillo mi ha convinto a unirmi a lui.&nbsp;</p>



<p>Lello&#8217;s Deli prende il nome da nostro nonno. Si chiamava Raffaello Turilli e tutti lo chiamavano Lello. È morto qualche anno fa, ma è lui la ragione della nostra bella eredità italiana.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="787" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/306090078_180312081182828_4433036074582099850_n-1024x787.jpg" alt="Lello's Deli Cape Town" class="wp-image-4531" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/306090078_180312081182828_4433036074582099850_n-1024x787.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/306090078_180312081182828_4433036074582099850_n-300x231.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/306090078_180312081182828_4433036074582099850_n-768x590.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/306090078_180312081182828_4433036074582099850_n.jpg 1129w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>La tua famiglia ha una grandissima esperienza nel settore della ristorazione. Come si è evoluto il business in questi anni e quanto ha influito la città di Cape Town?</strong></p>



<p>Siamo cresciuti nell&#8217;industria alimentare. Nostro padre, Ricky Turilli, è il proprietario del ristorante Scarpetta a Woodstock. Ha avuto di tutto, dalle rosticcerie, ai ristoranti, agli allevamenti di struzzi, ai casinò. In pratica il business ci scorre nelle vene.</p>



<p><strong>Qual è la principale fonte di ispirazione del business di Lello’s Deli?</strong></p>



<p>Il motivo che sta alla base della gastronomia è una moltitudine di ragioni meravigliose. Volevamo creare una comunità, come quella italiana. Una gastronomia locale dove vai per sentirti parte di qualcosa, indipendentemente dalla tua provenienza.&nbsp;</p>



<p>Siamo orgogliosi del nostro patrimonio italiano e vogliamo riunire le giovani generazioni di italiani. A Cape Town ci sono molti italiani di seconda generazione come noi e vorremmo creare un legame tra noi.&nbsp;</p>



<p><strong>Che cosa è possibile trovare di buono presso il vostro locale e quali sono le specialità che ci consigli?</strong></p>



<p>Amiamo il buon cibo, soprattutto quello italiano. Siamo orgogliosi di avere solo il meglio del meglio nella nostra piccola gastronomia. Facciamo arrivare i tartufi dall&#8217;Umbria, ci riforniamo di mortadella da Bologna e di Prosciutto di Parma da Parma. Abbiamo dato il via alla moda dei panini con la focaccia a Città del Capo, insieme alla piadina, e abbiamo dato vita a molti altri cibi italiani che prima della nostra apertura non erano molto conosciuti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/272107670_141415894984097_7385070733974198335_n-1024x1024.jpg" alt="Lello's Deli Cape Town" class="wp-image-4533" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/272107670_141415894984097_7385070733974198335_n-1024x1024.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/272107670_141415894984097_7385070733974198335_n-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/272107670_141415894984097_7385070733974198335_n-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/272107670_141415894984097_7385070733974198335_n-768x768.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/272107670_141415894984097_7385070733974198335_n.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/311597364_187988200415216_6807792886984471778_n-1024x1024.jpg" alt="Lello's Deli Cape Town" class="wp-image-4532" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/311597364_187988200415216_6807792886984471778_n-1024x1024.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/311597364_187988200415216_6807792886984471778_n-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/311597364_187988200415216_6807792886984471778_n-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/311597364_187988200415216_6807792886984471778_n-768x768.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/311597364_187988200415216_6807792886984471778_n.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Qual è il tuo piatto preferito della cucina italiana?</strong></p>



<p>Il nostro piatto preferito è la nuova focaccia chiamata San Focaccia: sugo di San Marzano (semi italiani ma coltivati qui) sulla nostra focaccia fermentata 24 ore e fette sottilissime di Prosciutto di Parma.</p>



<p><strong>Hai consigli per gli italiani che vorrebbero aprire un business a Cape Town nel mondo della ristorazione?</strong></p>



<p>Aprire un&#8217;attività a Cape Town può essere complicato. Il nostro consiglio è quello di parlare con qualcuno che sia cresciuto a Città del Capo e che conosca il territorio. Siamo sempre felici di parlare con la gente! In effetti, molte persone vengono nella nostra gastronomia e ci chiedono consigli. Anche nostro padre, alias “The Big Boss”, è fantastico e sempre disponibile.</p>



<p><strong>Avete progetti futuri per Lello’s Deli?</strong></p>



<p>Stiamo lavorando per aprire a breve il negozio numero 2!&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="957" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/254085325_122027090256311_5639797282783368377_n-957x1024.jpg" alt="Lello's Deli Cape Town" class="wp-image-4534" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/254085325_122027090256311_5639797282783368377_n-957x1024.jpg 957w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/254085325_122027090256311_5639797282783368377_n-280x300.jpg 280w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/254085325_122027090256311_5639797282783368377_n-768x822.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/254085325_122027090256311_5639797282783368377_n.jpg 1121w" sizes="auto, (max-width: 957px) 100vw, 957px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/316524270_198659716014731_6202915562077637853_n-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4535" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/316524270_198659716014731_6202915562077637853_n-819x1024.jpg 819w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/316524270_198659716014731_6202915562077637853_n-240x300.jpg 240w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/316524270_198659716014731_6202915562077637853_n-768x960.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/316524270_198659716014731_6202915562077637853_n.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/264331645_131016359357384_915495659200795464_n-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4536" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/264331645_131016359357384_915495659200795464_n-819x1024.jpg 819w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/264331645_131016359357384_915495659200795464_n-240x300.jpg 240w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/264331645_131016359357384_915495659200795464_n-768x960.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2023/03/264331645_131016359357384_915495659200795464_n.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Parliamo adesso di Cape Town. Quali sono i tuoi luoghi preferiti dove ti piace trascorrere il tuo tempo libero?</strong></p>



<p>Cape Town è un luogo magico, ci piace molto! Le persone sono aperte ad altre culture e cucine.</p>



<p>Ci piace passare il tempo facendo escursioni in montagna, sulla spiaggia di Bakoven o andando in una delle tante meravigliose aziende vinicole.&nbsp;</p>



<p>Ci piace anche andare fuori città per un weekend a Grayton o Tulbagh.&nbsp;</p>



<p><strong>Grazie mille Chiara per la tua disponibilità!</strong></p>



<p></p>



<p>Lello’s ti aspetta a Cape town in 106 Vos St, De Waterkant, 8001, Sudafrica. Se desideri curiosare sull’attività puoi farlo consultando la pagina instagram ufficiale <a href="https://www.instagram.com/lellosdeli/">https://www.instagram.com/lellosdeli/</a></p>



<p>Vuoi leggere altre interviste agli italiani che vivono in Sudafrica? <a href="https://mycapetown.it/italiani-cape-town/">Scopri la nostra sezione dedicata.</a></p>



<p>Vuoi trasferirti a vivere a Cape Town?<a href="https://mycapetown.it/i-nostri-servizi-di-consulenza-professionale/"> Scopri i nostri servizi</a> e richiedi una consulenza con il nostro partner legale di fiducia.</p>



<p>Vi aspettiamo su <a href="https://www.instagram.com/my_cape_town/">Instagram</a> e su <a href="https://www.facebook.com/mycapetown2016/">Facebook</a> per tante novità dal Sudafrica!</p>
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		<title>Visitare Cape Town in motocicletta: l’intervista a Sara Brera.</title>
		<link>https://mycapetown.it/visitare-cape-town-in-motocicletta-lintervista-a-sara-brera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 13:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CosaFare]]></category>
		<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[Cape Town in motocicletta]]></category>
		<category><![CDATA[noleggiare una moto a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[tour in motocicletta cape town]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi piace andare in motocicletta e non vedete l’ora di visitare Cape Town? State pensando di trasferirvi in Sudafrica ma avete qualche titubanza? Questa intervista fa al caso vostro!Oggi intervistiamo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/visitare-cape-town-in-motocicletta-lintervista-a-sara-brera/">Visitare Cape Town in motocicletta: l’intervista a Sara Brera.</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Vi piace andare in motocicletta e non vedete l’ora di visitare Cape Town? State pensando di trasferirvi in Sudafrica ma avete qualche titubanza? Questa intervista fa al caso vostro!<br>Oggi intervistiamo Sara Brera che ci racconta della sua vita a Cape Town, del suo trasferimento e di Moto75, la sua bellissima attività nata proprio in Sudafrica!</p>



<p><strong>Siamo lieti di collaborare con Moto75 e assicurare ai nostri clienti e lettori una convenzione speciale per coloro che desiderano noleggiare uno scooter o partecipare a un tour in moto per visitare Cape Town e i suoi splendidi dintorni! Leggi il nostro articolo per saperne di più!</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Visitare Cape Town in motocicletta</strong>:  l&#8217;intervista a Sara con tanti consigli e itinerari!</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1015" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC6-1024x1015.jpg" alt="Visitare Cape Town in motocicletta" class="wp-image-3776" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC6-1024x1015.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC6-300x297.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC6-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC6-768x761.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC6.jpg 1211w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Ph. Credit: Moto75</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Ciao Sara, ti va di raccontarci la tua storia e perché ti sei trasferita a Cape Town?</h2>



<p>Sono nata e cresciuta a Milano ma ho sempre avuto la passione e una grande attrazione per il continente africano. Nel 2011, dopo aver seguito un corso per guide safari in Italia e uno in Kenya, sono arrivata a Cape Town per la prima volta in vacanza ed è stato un vero e proprio colpo di fulmine.<br>Dopo due anni in cui sono tornata nella Città Madre per pochi mesi ho deciso che Cape Town sarebbe stata la mia nuova casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; È stato facile ambientarsi a Cape Town? Quali sono state le maggiori difficoltà?</h2>



<p>Per me è stata una grande spinta il fatto di poter ricominciare completamente da zero in un nuovo Paese, e soprattutto all’inizio questo mi ha dato una grandissima spinta adrenalinica che non mi ha fatto sentire particolari difficoltà.<br>Le maggiori difficoltà sono state legate agli aspetti più burocratici del trasferirsi in un nuovo Paese, soprattutto dal punto di vista dei visti, aprire un conto in banca e così via.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="607" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC1-1024x607.jpg" alt="Tour Cape Town in moto" class="wp-image-3779" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC1-1024x607.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC1-300x178.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC1-768x455.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC1.jpg 1190w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Quali consigli ti senti di dare a chi decide di trasferirsi a Cape Town per un lungo periodo?</h2>



<p>Il mio suggerimento è quello di iniziare a venire qua per brevi periodi per poter valutare bene tutte le opzioni. La cosa importante, per non essere sopraffatti dalla frustrazione di fronte alle difficoltà, è avere un progetto da realizzare su cui concentrarsi, anche se a lungo termine.</p>



<p>Scopri tutti i nostri servizi di consulenza professionale per avviare al meglio il tuo trasferimento a Cape Town in questo articolo oppure contattaci a immigrazione@mycapetown.it</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Quali, secondo te, sono le principali differenze tra il lifestyle italiano e quello sudafricano?</h2>



<p>Dipende molto da che tipo di vita si fa in Italia e soprattutto dove si vive.<br>Arrivando da Milano il lifestyle di Cape Town è stato uno shock positivo soprattutto nella vita di tutti i giorni.<br>Cape Town è una città che offre ristoranti, teatri e tutto quello che si può avere in una grande città, ma con la possibilità di godere tutti i giorni di una natura meravigliosa davvero a portata di mano.<br>Rispetto a Milano quello che mi ha colpito, ed ancora adesso amo di più, è il fatto che con distanze minime è possibile in poche ore fare una camminata nel Parco nazionale della Table Mountain, fare surf nell’oceano e un pranzo delizioso vista mare.<br>Per quanto riguarda invece quello che mi manca è la possibilità di raggiungere molteplici destinazioni a poche ore di volo come succede in Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Quando hai deciso di aprire Moto75?</h2>



<p>Moto75 è entrato nella mia vita assieme al mio marito.<br>Il negozio di moto e lifestyle a dire la verità è stato il suo sogno fin da bambino, ma la passione delle moto è una malattia comune e quindi mi sono trovata anche io catapultata in questa avventura che si sta trasformando in un sogno e progetto a 4 mani.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1004" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC4-1024x1004.jpg" alt="Visitare Cape Town in motocicletta" class="wp-image-3777" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC4-1024x1004.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC4-300x294.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC4-768x753.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC4.jpg 1224w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Ph. Credit: Moto75</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Quali tipi di motorini e scooter è possibile noleggiare presso Moto75?</h2>



<p>I motorini e scooter da noleggio partono dal 100 cc (BWS italian made soprattutto). Possiamo offrire per il noleggio anche 125 cc, 150 cc e 250/300 cc vespa.<br>A causa della geografia di Cape Town e delle distanze nella Penisola del Capo non noleggiamo motorini sotto I 100 cc.<br>Moto75 offre anche noleggio moto con 2 ruote più potenti come Bmw.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Offrite anche la possibilità di fare tour guidati in motocicletta?</h2>



<p>Offriamo il servizio di tour guidati sia per i day-tour come il giro della città e il giro della penisola sia che nei tour overlands di più giorni.<br>Quello che desideriamo proporre è la possibilità di vivere Cape Town non tanto come turista ma come un locale, ed è per questo che i tour guidati sono in assoluto il servizio che preferiamo offrire, quello che ci diverte di più e che ci dà più soddisfazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="762" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC2-1024x762.jpg" alt="Visitare Cape Town in motocicletta" class="wp-image-3778" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC2-1024x762.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC2-300x223.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC2-768x571.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/PIC2.jpg 1242w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Ph. Credit: Moto75</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Ci consigli un itinerario in moto da fare a Cape Town?</h2>



<p>Al di là del classico giro della penisola che occupa tutta una giornata, consigliamo sempre di esplorare anche la città.<br>L’opzione che amiamo di più, fattibile in poche ore, è sicuramente quella di godere delle ultime ore della giornata unendo la vista sulla città dalla Table Mountain e Signal Hill ad un picnic al tramonto sulla spiagge di Camps Bay o Bakoven.<br>Si tratta di un tragitto poco impegnativo ma con viste incredibili, che anche i locali amano particolarmente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="666" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/sebastian-staines-O5rFo-cJu94-unsplash.jpg" alt="" class="wp-image-3783" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/sebastian-staines-O5rFo-cJu94-unsplash.jpg 1000w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/sebastian-staines-O5rFo-cJu94-unsplash-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/sebastian-staines-O5rFo-cJu94-unsplash-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Ci consigli un itinerario panoramico in motocicletta nei dintorni di Cape Town?</h2>



<p>Nel caso in cui si scelga una moto dalla cilindrata più grande ci sono due itinerari molto particolari che di solito suggeriamo.<br>Il primo itinerario è una vera e propria esperienza di avventura con tratti off road ed è il tour del Cederberg. Questa regione dista 300 km da Cape Town ed è caratterizzata da scenari selvaggi e mozzafiato, un vero e proprio paradiso per chi vuole un’esperienza legata alla natura e con possibilità di percorsi ed attività avventurose.<br>Il secondo itinerario è invece più legato al moto-turismo on the road ed è il tour dei 4 passi che tocca Franschhoek, Grabouw, Helshoogte e Sir Lowry.<br>Si tratta di un percorso con viste panoramiche incredibili per scoprire da un altro punto di vista la regione dei vini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Quale tour in motocicletta consigli di provare ai nostri lettori? </h2>



<p>Il nostro tour per eccellenza da fare a Città del Capo è senza ombra di dubbio il giro della Penisola. Si tratta di un must per chi vuole visitare la città! </p>



<p>Può essere fatto sia in motorino che con moto di grossa cilindrata, tutto dipende da cosa il nostro ospite guida normalmente e dalla tipologia di esperienza che si vuole avere.  Il nostro suggerimento è quello di dividere il percorso in due giorni perché si tratta di un tour che viene svolto in circa 6/7 ore. </p>



<p>Abbiamo moltissima flessibilità per i nostri tour, a seconda delle esigenze dei partecipanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Come vengono organizzati nel dettaglio questo tipo di tour di più giorni in motocicletta?</h2>



<p>Il primo giorno si viaggia sempre con uno sguardo panoramico sull&#8217;oceano, tenendo le rocce a picco sul mare sulla sinistra. Si parte dalla città&#8217; di Cape Town e si inizia il tragitto verso sud percorrendo quelli che vengono chiamati gli Atlantic Seabord, la zona di Camps Bay fino al porto di Hout Bay dove è prevista una pausa caffe e un po&#8217; di tempo per vagabondare nel porto dei pescatori e la sua colonia di otarie. </p>



<p>Lasciato Hout Bay si percorre la strada panoramica di  CHapman&#8217;s Peak con i suoi 9 chilometri di lunghezza e le sue 114 curve per poi raggiungere Capo di Buona Speranza attraverso strade panoramiche mozzafiato.</p>



<p>Dopo un pranzo a base di pesce si rientra verso Cape Town, non prima di una breve sosta nella spiaggia di Long Beach.</p>



<p>Il secondo giorno inizia con Muizenberg che raggiungeremo attraversando la regione dei vini di Constantia.</p>



<p>A Muizenberg, approfittando di una pausa caffè, ci fermiamo per fare foto alle case colorate sulla spiaggia tempio del surf. Con  calma percorriamo la costa che porta verso il Capo di Buona Speranza attraversando i caratteristici paesi di Kalk Bay e Simon&#8217;s Town dove ci fermeremo per visitare la colonia di pinguini a Boulder&#8221;s Beach. </p>



<p>Dopo una vista a Capo di Buona Speranza e un pranzo a Kalk Bay ritorniamo verso Cape Town attraverso una nuova strada panoramica che apprezzeranno particolarmente i motociclisti amanti delle curve.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Che cosa non deve mai mancare nello zaino di un buon motociclista?</h2>



<p>I classici: attrezzatura da pioggia, macchina fotografica, kit di primo soccorso, coperta termica e un GPS da usare il meno possibile per darsi la possibilità anche di perdersi in queste strade piene di sorprese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="750" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/nabeel-laher-6yVC8AbSPzw-unsplash.jpg" alt="" class="wp-image-3781" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/nabeel-laher-6yVC8AbSPzw-unsplash.jpg 1000w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/nabeel-laher-6yVC8AbSPzw-unsplash-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/07/nabeel-laher-6yVC8AbSPzw-unsplash-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Quali sono i luoghi che, secondo te, un turista a Cape Town dovrebbe assolutamente visitare?</h2>



<p>Il giardino botanico di Kirstenbosh magari abbinando la visita ad un picnic mentre si assiste ad un concerto dal vivo o alla proiezione all’aperto di un film (vengono svolti nel parco durante l’estate).</p>



<p>Leggi anche il nostro articolo “<a href="https://mycapetown.it/che-cosa-vedere-a-cape-town-in-tre-giorni-itinerari-consigli-e-indirizzi-utili/">Che cosa vedere a Cape Town in 3 giorni: itinerari, consigli e indirizzi util</a>i”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; E quali sono invece i tuoi luoghi del cuore a Cape Town?</h2>



<p>Misty Cliff è sicuramente in cima alla lista. Si tratta di un piccolo villaggio incastonato tra montagne a picco e una porzione di oceano che è quasi sempre agitato.<br>Ha davvero qualcosa di magico, cosi lontano dalla città e immerso nella natura.<br>Al secondo posto, da buon 50% piemontese, inserisco Vergelegen Wine Estate: un’azienda vinicola famosa per la sua storia centenaria, i suoi sforzi in termine di conservazione e i suoi giardini. Da non perdere assolutamente i picnic estivi nella foresta di canfore.</p>



<p><strong>Ti piacerebbe visitare Cape Town in motocicletta? Come nostro lettore hai diritto a una speciale convenzione con il negozio di noleggio e tour MOTO75.<br>Utilizza il codice MYCAPETOWN prima di noleggiare uno scooter o partecipare a un tour di Moto75, così da avere uno sconto!</strong></p>



<p>Per maggiori informazioni scrivici a tour@mycapetown.it</p>



<p>Moto75 è in 75 Rose St, Cape Town City Centre, Cape Town, 8000, Sudafrica.</p>



<p>Consulta il<a href="https://moto75.co"> sito web ufficiale di Moto75</a> per scoprire tutti i servizi e tour!</p>



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		<title>Intervista a Michela Sfiligoi. “Ayama Farm è il mio angolo di paradiso in Sudafrica!”</title>
		<link>https://mycapetown.it/intervista-a-michela-sfiligoi-ayama-farm-e-il-mio-angolo-di-paradiso-in-sudafrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2020 08:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[Ayama Farm]]></category>
		<category><![CDATA[interviste italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Farm Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Winelands degustazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È il 1999 quando la friulana Michela Sfiligoi, durante un viaggio di piacere, si innamora perdutamente del Sudafrica.Da allora torna ogni anno in vacanza fino quando, insieme al marito Attilio...</p>
<p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/intervista-a-michela-sfiligoi-ayama-farm-e-il-mio-angolo-di-paradiso-in-sudafrica/">Intervista a Michela Sfiligoi. “Ayama Farm è il mio angolo di paradiso in Sudafrica!”</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È il 1999 quando la friulana Michela Sfiligoi, durante un viaggio di piacere, si innamora perdutamente del Sudafrica.<br>Da allora torna ogni anno in vacanza fino quando, insieme al marito Attilio Dal Piaz, decide di trasferirsi e creare Ayama Farm, un’azienda vitivinicola a cinquanta chilometri da Cape Town.<br><strong>Un’avventura straordinaria, mossa da grande passione, solidarietà e determinazione.</strong></p>



<p>Oggi intervistiamo Michela Sfiligoi che ci racconta la storia di Ayama Farm. Le abbiamo chiesto che cosa significa lavorare in Sudafrica, com’è stato creare un’azienda vinicola di successo e dei suoi tantissimi progetti nel Paese Arcobaleno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="888" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/51607245_2215122691884921_4280069476084350976_o.jpg" alt="Winelands sudafrica farm" class="wp-image-3732" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/51607245_2215122691884921_4280069476084350976_o.jpg 850w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/51607245_2215122691884921_4280069476084350976_o-287x300.jpg 287w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/51607245_2215122691884921_4280069476084350976_o-768x802.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></figure>



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<h2 class="wp-block-heading">Buongiorno Michela, ti va di raccontarci che cosa ti ha portato in Sudafrica dal Friuli?</h2>



<p>La risposta è comune a tanti italiani: mi ha portato qui una vacanza. Sono venuta per la prima volta in Sudafrica nel 1999 e mi sono sentita subito a casa. Il Paese ha conquistato subito una parte del mio cuore.<br>Dal ’99 sono tornata ogni anno finché ci ho portato Attilio, quello che oggi è mio marito.<br>Nell’aprile del 2003 siamo tornati con una coppia di amici per dieci giorni.<br>Era la mia prima volta nel Western Cape.<br><strong>Una sera, dopo molto vino, ci siamo detti che era troppo costoso venirci ogni anno solo in vacanza e che era il momento di pensare di costruire qui qualcosa insieme, di più duraturo. Il nostro amico ha detto subito di sì.</strong><br>Così, mio marito Attilio ed io, siamo scesi nuovamente a gennaio per due mesi con l’intento di cercare una piccola wine farm. Lui è agronomo, mentre io vengo dal mondo del vino perché la mia famiglia ha un’azienda vinicola.<br>Non sapevamo niente del Paese, della sua economia o stabilità politica. L’intento era informarci e capire se poteva fare al caso nostro.<br>Così siamo andati alla Camera di Commercio sudafricana che ci ha fornito molte informazioni e successivamente ci siamo recati al Ministero dell’Agricoltura.<br>Una volta qui abbiamo fatto più di 6000 chilometri con l’auto a noleggio, accompagnati da agenti immobiliari, per cercare una piccola farm. Due mesi di ricerca.<br>L’ultimo giorno, prima di rientrare in Italia, il nostro agente ci ha detto che c’era un’ultima farm da mostrarci, molto più grande però di ciò che cercavamo noi.<br><strong>Siamo arrivati e abbiamo capito subito che era lei. Ci siamo innamorati subito.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/44038424_2044220452308480_5883773374936645632_n.jpg" alt="Ayama Farm Sudafrica" class="wp-image-3736" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/44038424_2044220452308480_5883773374936645632_n.jpg 850w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/44038424_2044220452308480_5883773374936645632_n-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/44038424_2044220452308480_5883773374936645632_n-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Com’è nata l’idea di creare Ayama Farm?</h2>



<p>Quando abbiamo comprato Ayama, l’azienda aveva già 40 ettari di vigna, ma le uve le vendeva la cooperativa qui presente.<br><strong>La nostra idea era quella di dare valore aggiunto all’azienda, nel nostro caso la vinificazione e vendita del vino.</strong></p>



<p><br>Il nome Ayama è nato quando ho cominciato a lavorare sull’etichetta e sul branding.<br>Volevo un nome che non fosse italiano né inglese.<br>Ho trovato una parola africana in un piccolo libro comprato a Stellenbosch. Un libro di nomi africani, molto semplici. <strong>E tra le parole che ho letto c’era Ayama, che vuol dire “qualcuno su cui contare” in lingua Xhosa.</strong> Mi è piaciuto subito il suo significato. Ecco come è nato il nome!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/85064378_2904589379604912_6439869544101052416_o-1024x1024.jpg" alt="Ayama Slent Farm Sudafrica vermentino" class="wp-image-3735" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/85064378_2904589379604912_6439869544101052416_o-1024x1024.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/85064378_2904589379604912_6439869544101052416_o-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/85064378_2904589379604912_6439869544101052416_o-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/85064378_2904589379604912_6439869544101052416_o-768x768.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/85064378_2904589379604912_6439869544101052416_o.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il Sudafrica ha una storia vinicola in continuo sviluppo e forte crescita. Com’è stato entrarvi in contatto e successivamente inserirsi in questo contesto?</h2>



<p>Inizialmente siamo stati molto a guardare, soprattutto la parte agricola.<br>Attilio, pur essendo un agronomo di grande esperienza, si è reso subito conto che i terreni qui sono molto più antichi rispetto a quelli che abbiamo in Italia, le varietà dei vitigni erano tutte francesi e poi vi era una questione di cultura molto diversa, dal punto di vista della gestione della manodopera.<br>Per questo motivo, i primi anni ci siamo affidati al precedente manager, fin tanto che Attilio non ha preso confidenza e ha capito certi meccanismi.</p>



<p>Nel mondo del vino, invece, siamo entrati più facilmente perché abbiamo vinificato già dal primo anno.<br><strong>Il mondo del vino qui è molto piccolo, non è l’Italia. La produzione è molto più piccola e ci sono molte meno aziende. È un aiutarsi a vicenda.<br></strong>La difficoltà all’epoca era che inizialmente il vino sudafricano nel mondo aveva una percentuale di mercato molto bassa. Il brand Sudafrica legato al vino ha cominciato a decollare nel mondo solo dopo i Mondiali di Calcio.<br>Noi volevamo comunque aggiungere qualcosa di nuovo, nonostante fossimo dei novizi.<br><strong>Per questo nel 2006, abbiamo pensato di creare un vitigno italiano che non fosse presente sul territorio.<br>È nato così il progetto del vermentino, di cui siamo molto orgogliosi.</strong><br>Oggi il vitigno è entrato nella storia del mondo del vino del Sudafrica, rimarremo nei libri di storia!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/83913587_2878464745550709_1892982994348539904_o-1024x1024.jpg" alt="Ayama Farm Sudafrica" class="wp-image-3738" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/83913587_2878464745550709_1892982994348539904_o-1024x1024.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/83913587_2878464745550709_1892982994348539904_o-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/83913587_2878464745550709_1892982994348539904_o-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/83913587_2878464745550709_1892982994348539904_o-768x767.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/83913587_2878464745550709_1892982994348539904_o.jpg 1201w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come si è sviluppato il progetto del vermentino?</h2>



<p>Abbiamo portato il vermentino lavorando con Augusto Fabbro che è un esperto di cloni in Italia. Lo abbiamo invitato da noi e ci ha consigliato la varietà del vermentino di Gallura.<br>Il processo però è stato molto lungo.<br>Abbiamo cominciato da cinque gemme, autorizzate ad entrare nel Paese, con tutti i certificati.<br>Una volta entrate, le gemme devono stare in quarantena due anni, che a conti fatti avendo qui le stagioni invertite, sono stati tre anni.<br>Successivamente abbiamo avuto il consenso di propagare.<br>Dalle cinque gemme, abbiamo cominciato a fare le viti e ci sono voluti altri tre anni per fare il primo ettaro.<br>Finalmente nel 2014 siamo riusciti a piantare il primo fermentino in Sudafrica.<br><strong>Oggi siamo alla quarta annata di vino!</strong><br>È stata un’avventura vera, con alti e bassi specialmente nel mondo commerciale, ma dal punto di vista della produzione è stato entusiasmante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="955" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12710789_1047567058640496_4476083446744343502_o.jpg" alt="vermentino agama farm sudafrica" class="wp-image-3739" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12710789_1047567058640496_4476083446744343502_o.jpg 850w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12710789_1047567058640496_4476083446744343502_o-267x300.jpg 267w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12710789_1047567058640496_4476083446744343502_o-768x863.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="686" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-22-alle-10.31.23-1024x686.png" alt="Ayama Farm Sudafrica Vermentino" class="wp-image-3740" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-22-alle-10.31.23-1024x686.png 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-22-alle-10.31.23-300x201.png 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-22-alle-10.31.23-768x514.png 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-22-alle-10.31.23.png 1198w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sappiamo che Ayama Farm ospita una comunità di 55 persone, tra adulti e bambini, che collaborano al mantenimento della farm che dal 1993 fa parte del progetto per la conservazione del patrimonio nazionale del Sudafrica. Ci racconti di più?</h2>



<p>Quando abbiamo comprato la tenuta non sapevamo che saremmo diventati genitori di una grande famiglia. Da noi vivono 55 persone, di cui 20 sono nostri dipendenti fissi.<br><strong>In questo caso entra in gioco la diversità culturale.<br></strong>A differenza dell’Italia, qui i dipendenti fanno parte di una grande famiglia: un giorno sei consigliere, un giorno genitore, un giorno sei il capo.<br>Siamo stati catapultati in una nuova realtà.<br>Siamo stati fortunati perché i precedenti proprietari ci hanno aiutato moltissimo, insegnandoci ad entrare in contatto con questa diversità culturale e non fare errori.<br>La proprietaria specialmente è stata una vera amica, una consigliera preziosa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/unspecified-10-1.jpg" alt="Ayama Farm Sudafrica" class="wp-image-3741" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/unspecified-10-1.jpg 850w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/unspecified-10-1-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/unspecified-10-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></figure>



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<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://mycapetown.it/che-cosa-fare-a-stellenbosch/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi anche i nostri articoli dedicati alle Winelands!</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sappiamo che ogni anno organizzate il Festival del Carciofo. Da dove nasce questa idea? E quando ci sarà la prossima edizione?</h2>



<p>In Sudafrica si trova davvero tutto ma una delle cose ci è mancata subito erano certi prodotti italiani: la mozzarella di bufala e alcune verdure.<br><strong>Abbiamo così fatto un piccolo orto: mio marito si è organizzato con le melanzane, il radicchio di Treviso, i pomodori e i carciofi.<br>I</strong>nizialmente per consumo personale, ma il passaparola tra gli amici ha fatto sì che la coltivazione dei carciofi aumentasse, trasformandosi poi in una produzione commerciale.<br>L’idea del festival è venuta perché alcuni amici italiani organizzavano ogni anno un pranzo a base di carciofi, su invito.<br><strong>Essendoci tanto interesse e richieste, noi abbiamo pensato di organizzare un’intera giornata dove poter assaggiare tante ricette diverse a base di carciofi e allargare allo stesso tempo il mercato.<br>La prima edizione l’abbiamo fatta nel 2018 ed è stata un successo incredibile con 250 partecipanti.</strong><br>L’anno successivo l’abbiamo allargata ulteriormente a 400 e quest’anno, non potendo ospitare 400 persone per il social distancing, faremo comunque<strong> un’edizione con due giornate ogni weekend per tutto il mese di settembre.</strong><br><strong>Inoltre, da luglio a settembre faremo la consegna a domicilio del festival!<br>In collaborazione con <a rel="noreferrer noopener" href="https://mycapetown.it/pesce-azzurro-ristorante-cape-town/" target="_blank">il ristorante Pesce Azzurro </a>porteremo una box a casa con piatti a base di carciofi insieme al nostro vino, il vermentino (che è perfetto insieme ai carciofi!).</strong><br>Quindi un’edizione in azienda con 70 persone per giornata e un’edizione a domicilio del festival.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/nadineaucamp-harvest-093-1024x614.jpg" alt="Festival del Carciofo Ayama farm" class="wp-image-3742" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/nadineaucamp-harvest-093-1024x614.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/nadineaucamp-harvest-093-300x180.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/nadineaucamp-harvest-093-768x461.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/nadineaucamp-harvest-093-1536x922.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/nadineaucamp-harvest-093.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/51735398_2215122248551632_1425533992395866112_n-1.jpg" alt="Ayama Farm Sudafrica" class="wp-image-3743" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/51735398_2215122248551632_1425533992395866112_n-1.jpg 850w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/51735398_2215122248551632_1425533992395866112_n-1-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/51735398_2215122248551632_1425533992395866112_n-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i principali vini di Ayama Farm e dove è possibile acquistarli?</h2>



<p><strong>Il vino principale è il vermentino. Il fratello rosso è il carignan.<br></strong>Volevamo anche una varietà rossa ma in questa particolare zona ci sono pochi vitigni italiani che avrebbero attecchito velocemente come il vermentino, per cui abbiamo optato per una varietà che c’era già, il carignan appunto, legandoci un po’ al fatto che in Sardegna esiste il carignagn del Sulcis.<br><strong>Ayama è famosa per lo chenin e il pinotage, essendo questa la zona Principe per queste varietà.</strong><br><strong>Poi facciamo merlot, syrah, petit syrah, viognier, grenache.</strong> Soprattutto quest’ultime sono varietà che abbiamo piantato noi, dopo aver comprato l’azienda.<br>Abbiamo sicuramente dato importanza allo chenin e al pinotage, già presenti, e abbiamo piantato altri due ettari di chenin.<br>Facciamo quindi chenin in vari stili: da quello fresco e fruttato, a quello più ricco e complesso. Giochiamo un po’ sulla vinificazione.<br>Lo stesso per il pinotage, a cui poi abbiamo aggiunto varietà un po’ curiose come il grenache blanc e noir, e il petite sirah.</p>



<p>I nostri vini si possono trovare in Italia, abbiamo un importatore che AfriWines. In Sudafrica facciamo la vendita sia in azienda sia con il nostro e-commerce. Altrimenti un nostro grosso mercato è in questo momento il nord-Europa e Asia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="989" height="539" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/101831291_3156658881064626_8697111459307454464_o.jpg" alt="Ayama Farm Sudafrica vini " class="wp-image-3744" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/101831291_3156658881064626_8697111459307454464_o.jpg 989w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/101831291_3156658881064626_8697111459307454464_o-300x163.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/101831291_3156658881064626_8697111459307454464_o-768x419.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 989px) 100vw, 989px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quali vitigni annovera la tenuta?</h2>



<p>Oltre il vermentino, siamo vicini ad avere 20 ettari di vigna solo di chenin, di cui 18 ettari saranno tra pochi anni considerati “vigneto storico” in quanto hanno più di 30 anni.</p>



<p>Abbiamo poi il pinotage che gli enologi sudafricani non amano molto in generale. Noi abbiamo invece un grande alleato in questo vitigno. Lo vinifichiamo in stile italiano, quindi è molto pulito. Il pinotage è molto ridotto, talvolta ha un profumo non proprio perfetto. Mentre il nostro viene molto pulito, fresco e fruttato.</p>



<p>Siamo poi molto orgogliosi del carignan, di cui abbiamo imbottigliato le prime due annate a novembre scorso. È stata davvero una sorpresa: un vitigno che è conosciuto per non essere un grande vitigno, però nel Sulcis fanno queste cose meravigliose e diciamo che noi ci avviciniamo, anche se siamo ancora del novelli.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716379_1047567325307136_1658097472835758433_o-1-683x1024.jpg" alt="" data-id="3746" data-full-url="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716379_1047567325307136_1658097472835758433_o-1.jpg" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=3746" class="wp-image-3746" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716379_1047567325307136_1658097472835758433_o-1-683x1024.jpg 683w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716379_1047567325307136_1658097472835758433_o-1-200x300.jpg 200w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716379_1047567325307136_1658097472835758433_o-1-768x1152.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716379_1047567325307136_1658097472835758433_o-1.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716322_1047567108640491_5580938370332480829_o-683x1024.jpg" alt="" data-id="3747" data-full-url="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716322_1047567108640491_5580938370332480829_o.jpg" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=3747" class="wp-image-3747" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716322_1047567108640491_5580938370332480829_o-683x1024.jpg 683w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716322_1047567108640491_5580938370332480829_o-200x300.jpg 200w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716322_1047567108640491_5580938370332480829_o-768x1152.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/12716322_1047567108640491_5580938370332480829_o.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></li></ul></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sappiamo che producete anche olio d’oliva. Com’è nata questa produzione?</h2>



<p>Merito di mio marito, appassionato di olio d’oliva da sempre.<br>Da agronomo ha capito che qui c’erano tutte le condizioni migliori per piantare degli ulivi. Così abbiamo fatto nel 2007, piantando tre varietà italiane, leccino, coratina e frantoio, ancora attive, più la varietà mission, ovvero la varietà più comune in Sudafrica.<br>Il primo olio l’abbiamo fatto nel 2012.<br><strong>Qui coltivare l’olivo è più semplice che in Italia, in quanto non ha bisogno di particolari attenzioni. L’olio è praticamente biologico, perché non devi farci praticamente niente ed è buonissimo.</strong></p>



<p>Inizialmente abbiamo fatto fatica perché non si vendeva, i sudafricani non sono abituati all’olio di oliva, ma in questi otto anni il mercato si è decisamente allargato.<br>Oggi molti sudafricani lo consumano regolarmente, grazie anche a una grande campagna all’uso dell’olio di oliva da parte dell’associazione che si occupa di questo.<br>La qualità è comparabile alla migliore italiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="667" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/101490495_3156570527740128_4801112419986309120_o.jpg" alt="" class="wp-image-3748" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/101490495_3156570527740128_4801112419986309120_o.jpg 1000w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/101490495_3156570527740128_4801112419986309120_o-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/101490495_3156570527740128_4801112419986309120_o-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la mission di Ayama farm? E quali sono i servizi che proponete?</h2>



<p><strong>La mission è essere sostenibile come azienda e come business. Non usiamo molte macchine, sia per le condizioni dei vigneti in Sudafrica sia per dare lavoro alle persone.</strong><br>Vogliamo aiutare la comunità. Per questo motivo, abbiamo creato un piccolo asilo per i figli degli operai che lavorano con noi. Lo abbiamo fondato nel 2016, insieme a un’altra azienda, e oggi conta 30 bambini e 2 maestre.<br>Per quanto riguarda i servizi, ci piace regalare una buona ospitalità a chi ci viene a trovare. Abbiamo una bellissima sala degustazione dove facciamo eventi, abbiamo ristrutturato un paio di cottage che sono diventati guest house.<br><strong>Abbiamo cercato di creare un angolo di paradiso con una splendida vista panoramica!</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/52005767_2215121285218395_3609436308776157184_n.jpg" alt="Ayama Farm Sudafrica" class="wp-image-3749" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/52005767_2215121285218395_3609436308776157184_n.jpg 850w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/52005767_2215121285218395_3609436308776157184_n-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/52005767_2215121285218395_3609436308776157184_n-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Per i turisti che visitano le Winelands, che cosa consigli di fare e di vedere?</h2>



<p>Se vieni per la prima volta consiglio <strong>Stellenbosch e Franschhoek</strong>, sono paesini molto belli che hanno tanto da offrire ai turisti.<br>Per chi vuole vivere il Sudafrica un po’ più rustico, consiglio la zona della nostra montagna conosciuta come <strong>Swartland Revolution.</strong><br>Ci sono molte enoteche e produttori famosi in questa zona.<br>Qui vivi un Sudafrica ancora selvaggio, con vigneti meravigliosi e grandissimi vini da provare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono, invece, i tuoi luoghi del cuore di Cape Town?</h2>



<p>Cape Town è una bellissima città, specialmente di giorno.<br>Mi piace andare a <a href="https://mycapetown.it/va-waterfront-il-quartiere-commerciale-di-cape-town/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Waterfront </a>perché è pieno di vita.<br>Amo molto frequentare<a href="https://mycapetown.it/8-food-markets-da-non-perdere-a-cape-town/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> i food market</a>, come l’Old Biscuit Mill e l’Oranjezicht City Farm Market. E i mercatini su Long street, dove scovare prodotti artigianali tipicamente sudafricani. E poi ovviamente la Table Mountain, Capo di Buona Speranza…potrei continuare all’infinito!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grazie mille Michela per questa splendida intervista!</h2>



<p></p>



<p>Maggiori informazioni su<a href="https://ayama.co.za" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Ayama Slent Farm sul sito ufficiale dell&#8217;azienda a questo link.</a></p>



<p>Vuoi leggere altre interviste agli italiani che vivono in Sudafrica? <a href="https://mycapetown.it/italiani-cape-town/">Scopri la nostra sezione dedicata.</a><br>Vuoi trasferirti a vivere a Cape Town? <a href="https://mycapetown.it/i-nostri-servizi-di-consulenza-professionale/">Scopri i nostri servizi</a> e richiedi una consulenza con il nostro partner legale di fiducia.<br>Vi aspettiamo su <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.instagram.com/my_cape_town/" target="_blank">Instagram</a> e su <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.facebook.com/mycapetown2016/" target="_blank">Facebook</a> per tante novità dal Sudafrica!</p>



<p></p>



<p></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-37270" data-img="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/06/unspecified.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/intervista-a-michela-sfiligoi-ayama-farm-e-il-mio-angolo-di-paradiso-in-sudafrica/">Intervista a Michela Sfiligoi. “Ayama Farm è il mio angolo di paradiso in Sudafrica!”</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervistiamo Massimo Orione: dalla pizzeria migliore d’Africa alla beneficienza ai tempi del Covid-19.</title>
		<link>https://mycapetown.it/intervistiamo-massimo-orione-dalla-pizzeria-migliore-dafrica-alla-beneficienza-ai-tempi-del-covid-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 15:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food & Wine]]></category>
		<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[dove mangiare a cape town]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare a cape town]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare la pizza a cape town]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Orione]]></category>
		<category><![CDATA[pizza cape town]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si diventa la migliore pizzeria d’Africa? Oggi lo chiediamo al piemontese Massimo Orione proprietario della pizzeria Massimo’s, che nel 2019 ha vinto questo prestigioso riconoscimento.Nella nostra intervista Massimo ci...</p>
<p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/intervistiamo-massimo-orione-dalla-pizzeria-migliore-dafrica-alla-beneficienza-ai-tempi-del-covid-19/">Intervistiamo Massimo Orione: dalla pizzeria migliore d’Africa alla beneficienza ai tempi del Covid-19.</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come si diventa la migliore pizzeria d’Africa? Oggi lo chiediamo al piemontese Massimo Orione proprietario della pizzeria Massimo’s, che nel 2019 ha vinto questo prestigioso riconoscimento.<br>Nella nostra intervista Massimo ci racconta i suoi inizi professionali, il suo trasferimento a Cape Town, le novità in arrivo e il suo grande impegno sociale a sostegno della comunità locale.<br>Il ristorante Massimo’s a causa dell’emergenza Covid-19 è al momento chiuso al pubblico, ma il suo proprietario e sua moglie non si sono mai fermati, creando una raccolta fondi a sostegno delle persone in difficoltà di Cape Town in questo particolare periodo storico.</p>



<p class="has-text-align-center">Scopriamo di più nella nostra intervista a Massimo Orione!</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Ciao Massimo, ti va di raccontarci la tua storia e perché ti sei trasferito a Cape Town?</h2>



<p>Mia moglie Tracy ed io scoprimmo Cape Town, e in particolare Hout Bay, alla fine del nostro primo viaggio in SA, nel 2003. A qual tempo vivevamo in Dordogna, Francia, dove avevamo un agriturismo, e da quell’anno, alla fine della stagione chiudevamo e venivamo a farci l’estate qua.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1168.jpg" alt="Massimo's pizza" class="wp-image-3603" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1168.jpg 700w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1168-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Com’è nata l’idea di aprire una pizzeria in Sudafrica?</h2>



<p>Nell’agriturismo in Francia cucinavamo spesso per i nostri clienti (Tracy è bravissima) e io avevo installato un forno a legna e aperto il Pizzaclub nel nostro cortile, per i nostri clienti e gli espatriati inglesi che vivevano nella zona.<br>Appena ottenemmo i visti per il Sud Africa emigrammo qua permanentemente e decidemmo di aprire Massimo’s.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; A livello di burocrazia, quali sono stati i passi che hai fattCome si diventa la migliore pizzeria d’Africa? Oggi lo chiediamo al piemontese Massimo Orione proprietario della pizzeria Massimo’s, che nel 2019 ha vinto questo prestigioso riconoscimento.o per aprire la tua attività? Hai riscontrato difficoltà? </h2>



<p>Riuscimmo ad ottenere il business visa nel 2006 e dopo due anni il permanente.<br>A qual tempo era più facile di ora. Per il ristorante non posso fare confronti con l’Italia perché questo è il mio primo ristorante ufficiale, ma credo qua le regole siano molto più rilassate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1307.jpg" alt="Massimo's pizza Cape Town" class="wp-image-3604" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1307.jpg 700w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1307-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Come hai fatto per farti conoscere a livello locale? </h2>



<p>Non è stato facile. Il primo inverno avevamo serate con un tavolo solo! Ma poco per volta siamo diventati popolari e grazie al social media si è sparsa la voce.<br>Molto importante è stato anche il nostro impegno sociale e caritatevole.<br>Il ristorante non è posizionato in una zona turistica quindi dobbiamo contare soprattutto sul supporto continuo dei locali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1187.jpg" alt="Massimo's pizza Cape Town" class="wp-image-3605" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1187.jpg 700w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1187-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Quali pensi siano i punti di forza della cucina italiana? E perché secondo te la pizza è amata davvero da tutti?</h2>



<p>Il bello della cucina italiana è che la puoi mangiare una o più volte tutte le settimane ed è molto varia. Abbiamo clienti regolari che vengono almeno una volta a settimana. La pizza può essere disegnata in una miriade di varietà, con o senza pomodoro… non puoi mai annoiarti!</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; L’anno scorso hai vinto il premio per miglior pizzeria d’Africa. Come ci si sente a ricevere un tale riconoscimento?</h2>



<p>Il premio è stato incredibile. È arrivato a fine luglio, nel mezzo della stagione invernale e dalla settimana successiva siamo stati quasi pieni ogni giorno, hanno parlato di noi su giornali, radio tv. C<br>redo che il fatto che il premio arrivasse direttamente da Napoli ha avuto molto più valore che se fosse stato un premio locale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/Targa-50-Top-Pizza-2019-Best-Africa-1024x680.jpg" alt="Massimo Orione miglior pizzeria d'africa" class="wp-image-3606" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/Targa-50-Top-Pizza-2019-Best-Africa-1024x680.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/Targa-50-Top-Pizza-2019-Best-Africa-300x199.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/Targa-50-Top-Pizza-2019-Best-Africa-768x510.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/Targa-50-Top-Pizza-2019-Best-Africa-1536x1020.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/Targa-50-Top-Pizza-2019-Best-Africa.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Dopo questo importante premio, che cosa è cambiato nella tua vita a livello professionale?</h2>



<p>Appena prima di ricevere il premio stavamo pensando di aprire un altro locale, ma ora (prima del virus) eravamo talmente impegnati che abbiamo deciso che è meglio avere un locale solo. Abbiamo capito che sarebbe impossibile e pericoloso tentare di ricreare l’atmosfera di Massimo’s in un altro locale.<br>Invece, (e questa è un’anteprima per tutti), stiamo lanciando Massimo’s Spiriti Famosi, una serie di liquori che faremo a casa nostra, appena otterremo la licenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1169.jpg" alt="Massimo's pizza Cape Town" class="wp-image-3607" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1169.jpg 700w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1169-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; In queste giornate di lockdown, molti italiani stanno cucinando la pizza in casa. Ti va di dare loro qualche consiglio per farla buona come la tua?</h2>



<p>Ha ha la mia pizza è impossibile da ricreare a casa, senza un forno a legna a 400 gradi!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1317.jpg" alt="Massimo's pizza Cape Town" class="wp-image-3608" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1317.jpg 700w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1317-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Sappiamo che nonostante il tuo ristorante sia momentaneamente chiuso per l’emergenza Covid-19, sei impegnato per una causa davvero speciale. Ti va di parlarcene?</h2>



<p>Nel 2013 ho avuto leucemia e mi ha salvato un trapianto di midollo osseo fatto a Genova, con midollo di mia sorella Loretta. Quando siamo tornati in Sud Africa abbiamo deciso di dedicarci di più alla beneficenza.<br>Da allora le cause che supportiamo sono aumentate una per una, e ora supportiamo 11 charities o cause diverse.<br>Nel menù abbiamo vari piatti per cui doniamo 5 rands a una specifica charity.<br>In più abbiamo iniziato il PayitForward, dove i clienti possono comprare una o più fette di pizza ‘virtuali’ per R10, e ogni sei fette vendute abbiamo una pizza da dare a gente bisognosa o meritevole.<br>Nel 2019 abbiamo distribuito più di 550 pizze!<br>Quando hanno annunciato l’obbligo di chiusura per il Covid-19, il nostro primo pensiero è stato: come possiamo continuare ad aiutare la comunità? Specialmente ora che ci sarà più bisogno che mai?<br>Così è nata l’idea di tenere la cucina aperta, non per i clienti ma per charity.<br>Due o tre volte a settimana, io e mia moglie Tracy, o i miei due managers Anton e Chris cuciniamo circa 250 porzioni che poi vengono distribuite da due NGO locali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/91748307_851248755280692_8077092986934001664_o.jpg" alt="Massimo's pizza Cape Town" class="wp-image-3609" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/91748307_851248755280692_8077092986934001664_o.jpg 960w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/91748307_851248755280692_8077092986934001664_o-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/91748307_851248755280692_8077092986934001664_o-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="904" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/93880112_3933612670014123_856119709467148288_o.jpg" alt="Massimo's pizza Cape Town" class="wp-image-3610" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/93880112_3933612670014123_856119709467148288_o.jpg 960w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/93880112_3933612670014123_856119709467148288_o-300x283.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/04/93880112_3933612670014123_856119709467148288_o-768x723.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8211; Come possono aiutarti le persone che vogliono partecipare a questa iniziativa?</h2>



<p>Il modo migliore è fare una donazione a <a href="http://www.backabuddy.co.za/massimos-restaurant" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo link  </a>(si può fare da ovunque, basta la carta di credito) e anche spargere la voce in modo da ispirare altri a fare iniziative simili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ringraziamo Massimo Orione per la sua gentilezza e disponibilità.<br>Invitiamo i nostri lettori a collegarsi alla pagina di raccolta fondi istituita da Massimo.</h2>



<p>Vuoi leggere altre interviste agli italiani che vivono in Sudafrica? <a href="https://mycapetown.it/italiani-cape-town/">Scopri la nostra sezione dedicata.</a></p>



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		<title>Intervistiamo Laura Vincenti, direttrice di  Investec Cape Town Art Fair.</title>
		<link>https://mycapetown.it/intervista-laura-vincenti-cape-town/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2020 15:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea Cape town]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista Laura Vincenti]]></category>
		<category><![CDATA[Investec Cape Town Art Fair]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Vincenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi siamo in compagnia di Laura Vincenti, direttrice di Investec Cape Town Art Fair, la principale fiera d’arte del Continente africano che giunge quest’anno alla sua ottava edizione. In questa...</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Oggi siamo in compagnia di Laura Vincenti, direttrice di Investec Cape Town Art Fair, la principale fiera d’arte del Continente africano che giunge quest’anno alla sua ottava edizione. </h2>



<p>In questa intervista Laura Vincenti ci racconta che cosa significa organizzare una fiera di questa portata, dandoci moltissime anticipazioni sulla nuova edizione, e ci svela le difficoltà e le tante soddisfazione del suo lavoro in qualità di direttrice.<br></p>



<p>Ringraziamo Laura Vincenti per l’interessante panoramica sul mondo dell’arte contemporanea internazionale e africana e vi diamo appuntamento venerdì 14 febbraio con  Investec Cape Town Art Fair 2020!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="950" height="730" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/03-artfair-beads.jpg" alt="Investec Cape Town Art Fair" class="wp-image-3177" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/03-artfair-beads.jpg 950w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/03-artfair-beads-300x231.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/03-artfair-beads-768x590.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 950px) 100vw, 950px" /><figcaption>Credit: Investec Cape Town Art Fair</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Buongiorno Laura, da molti anni sei Direttrice dell’Investec Cape Town Art Fair, la principale fiera d&#8217;arte del Continente africano. Che cosa significa ricoprire questo ruolo? </h3>



<p>Innanzitutto significa avere una grandissima responsabilità. Il direttore di una fiera deve mettere insieme una serie di elementi tutti indispensabili senza perdere mai di vista i propri obiettivi e la propria visione strategica. <br>
È importante mantenere un giusto equilibrio fra il modello culturale e quello commerciale. Scegliere le gallerie giuste per il modello di fiera; sapere cosa cercano i collezionisti come base per le loro collezioni, saper suggerire come far crescere le loro collezioni sia in termini di opere che in termini di valore di mercato delle opere stesse. <br>
E i collezionisti sono molto esigenti. <br>
Parlando di gallerie, esse vengono in fiera per vendere. Alle gallerie in termini di mercato va data sempre una risposta esaustiva e di qualità, altrimenti non ritornano. Noi ospitiamo numerose gallerie internazionali, numerose ritornano ogni anno, questo per una fiera è un dato importante.  </p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono state le sfide più difficili che hai incontrato durante questi anni come direttrice di Investec Cape Town Art Fair? </h3>



<p>L’elenco sarebbe lunghissimo… Senz’altro far capire al mondo dell’arte internazionale che il Sudafrica non è solo una destinazione turistica per safari e degustazione vini, ma che la scena artistica locale ed il ruolo del paese come catalizzatore di talenti emergenti dal continente africano hanno un rilievo fondamentale nelle tendenze artistiche del futuro. <br> Come fiera internazionale noi lavoriamo sull’idea di considerare l’arte africana come arte contemporanea dall’Africa e quindi superare la definizione di ‘arte africana’ o ‘artista africano’. Si tratta di arte contemporanea indipendentemente dalla provenienza geografica. Al limite la nazionalità può dare un valore aggiunto, ma non un’identificazione. <br> Il confronto è alla base di tutto e una grande sfida è stata ed è tuttora trovare il giusto equilibrio fra gallerie locali e gallerie internazionali in termini di rappresentazione. <br> Il lavoro di team e personale durante l’anno risulta in 4 giorni di fiera. Non ci si può permettere di sbagliare, altrimenti si deve aspettare un anno per l’edizione successiva per correggere il tiro e spesso è troppo tardi. <br> Un eccezionale esercizio di stile per tutti gli attori coinvolti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="920" height="510" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/02-artfair-teddy.jpg" alt="Investec Cape Town Art Fair" class="wp-image-3178" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/02-artfair-teddy.jpg 920w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/02-artfair-teddy-300x166.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/02-artfair-teddy-768x426.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 920px) 100vw, 920px" /><figcaption>Credit: Investec Cape Town Art Fair</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il Sudafrica in questi ultimi anni sta vivendo un momento di vero fermento con l’incremento di mostre e iniziative atte a diffondere l’arte locale a livello internazionale. A che cosa è dovuto secondo te questo boom?         </h3>



<p>La risposta è abbastanza complessa perché va inserita in un contesto internazionale oltre che locale. L’attenzione per gli artisti africani è un fenomeno che globalmente sta avendo molto risalto, attraverso mostre in tutto il mondo, fiere (si pensi al sorgere di nuove ‘fiere africane’, 1:54 a Marrakech oltre che Londra e New York, Akka a Parigi, ArtX a Lagos,…) e successi nel modo delle aste. <br> Gli artisti hanno la possibilità di essere esposti su piattaforme internazionali e l’interesse e la curiosità crescono. <br> Come succede spesso, le fiere d’arte innescano una serie di processi virtuosi in cui sono coinvolti le istituzioni culturali, i collezionisti, le gallerie e ovviamente gli artisti, che ha come effetto di rendere tutto più dinamico. <br> Cape Town è esemplare in questo senso. <br> La fiera ha agito da catalizzatore, dando credibilità ad un mercato che per molti era ancora sconosciuto. <br> Il sorgere di nuovi musei ed istituzioni, Zeits Mocaa, Norval Foundaition, A4 Arts Foundation, the Maitland Institute, ha contribuito a creare attenzione e dinamicità all’offerta culturale artistica, ponendo Cape Town nel calendario internazionale delle destinazioni d’arte.<br> Per una fiera tutto questo è prezioso. La sinergia che creiamo con le istituzioni locali, le gallerie, i collezionisti, i curatori e gli artisti è essenziale per la crescita della scena artistica. Per una fiera crescere insieme al contesto è un valore aggiunto per sé e per la città.  </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/VS_005-640x640-1.jpg" alt="Investec Cape Town Art Fair" class="wp-image-3179" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/VS_005-640x640-1.jpg 640w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/VS_005-640x640-1-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/VS_005-640x640-1-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Credit: Investec Cape Town Art Fair</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono stati i passaggi più importanti per far conoscere la fiera a livello internazionale? </h3>



<p>Fare la valigia e prendere più aerei possibili? A parte gli scherzi, la promozione nel mondo, visitando fiere, mostre, studi d’artisti, collezioni è il primo modo per far conoscere la fiera. Nulla è più importante del ‘personal engagement’. <br> Il ruolo dei nostri ambasciatori, ossia di collezionisti, gallerie, curatori entusiasti del progetto, che dopo una prima visita promuovono la fiera nel mondo, è fondamentale: costruisce la credibilità della fiera.<br> Certamente un grande contributo va anche alle comunicazioni stampa, quindi giornali, riviste, newsletter e social media, che spesso raccontano storie interessanti di vita di artisti e galleristi, aggiungendo una nota sentimentale e narrativa alla divulgazione della fiera. Che non guasta.</p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading">Che cosa dobbiamo aspettarci dall’ottava edizione di Investec Cape Town Art Fair del 2020? </h3>



<p>Investec Cape Town Art Fair è una fiera internazionale con un ‘cuore africano’. Essendo la fiera più importante del continente è nostro dovere avere una giusta rappresentanza dall’Africa. <br> Per la prossima edizione abbiamo lavorato molto nel costruire un dialogo fra la parte sub-sahariana e il Nord Africa. <br> Culture diverse ma tanti spunti per costruire un interessante confronto artistico e culturale. Per la prima volta nell’edizione 2020 avremo due gallerie di Tunisi, curatori e collezionisti dal Nord Africa; è solo un inizio, ma siamo contenti. <br> La mia personale visione della fiera è quella di creare una piattaforma di dialogo e confronto fra culture diverse, con gallerie ed artisti ‘freschi’, giovani, una proposta artistica ed intellettuale unica ed originale. Chi meglio della Rainbow Nation può ospitare tale progetto? Ambizioso, ne sono consapevole, ma spero che l’edizione del 2020 ne sarà la conferma.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/TROY_MAKAZA_002-640x640-1.jpg" alt="Investec Cape Town Art Fair" class="wp-image-3180" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/TROY_MAKAZA_002-640x640-1.jpg 640w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/TROY_MAKAZA_002-640x640-1-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/TROY_MAKAZA_002-640x640-1-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Credit: Investec Cape Town Art Fair</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Durante il periodo della fiera, vi saranno, anche quest’anno, eventi atti a coinvolgere la città di Cape Town? </h3>



<p>Assolutamente sì, come dicevo istituzioni quali Iziko South African National Gallery, Zeitz Mocaa, Norval Foundation, A4 Arts Foundation, Maitland Institute collaborano con la fiera nell’organizzazione dell’Art Week, con eventi, walkabout e la gallery night venerdi 15 febbraio, con accesso gratuito a chi possiede un biglietto della fiera a tre red buses in collaborazione con la Città di Cape Town, che in loop portano il pubblico nelle gallerie d’arte della città, dove ci saranno peformances, parties e walkabout con gli artisti. <br>
Organizzeremo uno screening programme al Labia Theatre, aperto al pubblico, con l’intenzione di diffondere video/film educativi sull’arte locale e internazionale.<br>
Quest’anno per la prima volta la settimana precedente la fiera inaugurerà la triennale di Stellenbosch, evento che sicuramente contribuirà a creare uno scambio con la città di Cape Town e un incentivo per avvicinarsi al mondo dell’arte in un contesto diverso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/VS_038-640x640-1.jpg" alt="Investec Cape Town Art Fair" class="wp-image-3181" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/VS_038-640x640-1.jpg 640w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/VS_038-640x640-1-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/VS_038-640x640-1-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Credit: Investec Cape Town Art Fair</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono le gallerie e gli artisti che ad oggi meglio rappresentano l’arte sudafricana? </h3>



<p>In qualità di direttore devo essere imparziale, per cui non posso privilegiare gallerie/artisti piuttosto che altri.</p>



<p>Leggi anche il nostro articolo: <em><a href="https://mycapetown.it/10-musei-cape-town-non-perdere/">&#8220;10 musei di Cape Town da non perdere&#8221;!</a></em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Cape Town ha recentemente visto l’apertura del Museo di Arte Contemporanea Zeitz Mocaa. Come ha inciso, secondo te, questa apertura sul mercato dell’arte sudafricano?  </h3>



<p>L’apertura dello Zeitz Mocaa, cosi come le altre recenti istituzioni, Norval e A4, ha contribuito in modo considerevole al mercato dell’arte sudafricano, dando una piattaforma ed una esposizione a livello internazionale ad artisti prima solamente visti in Sudafrica. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="556" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/05/mooca-1024x556.jpg" alt="" class="wp-image-1593" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/05/mooca-1024x556.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/05/mooca-300x163.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/05/mooca-768x417.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/05/mooca.jpg 1069w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono i tre luoghi del cuore di Cape Town dove ti piace trascorrere il tuo tempo libero?</h3>



<p>La spiaggia di Llandudno, Clarke’s Bookshop e i negozi vintage di Woodstock.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="702" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/Schermata-2020-01-02-alle-13.58.24.png" alt="" class="wp-image-3186" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/Schermata-2020-01-02-alle-13.58.24.png 700w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/Schermata-2020-01-02-alle-13.58.24-300x300.png 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2020/01/Schermata-2020-01-02-alle-13.58.24-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Credit: Clarke’s Bookshop</figcaption></figure>



<p>Leggi anche il nostro articolo &#8220;<a href="https://mycapetown.it/che-cosa-vedere-a-cape-town-in-tre-giorni-itinerari-consigli-e-indirizzi-utili/">Che cosa vedere a Cape Town in tre giorni: itinerari, consigli e indirizzi utili</a>&#8220;.</p>



<p>Per maggiori informazioni, vi invitiamo a consultare <a href="https://www.investeccapetownartfair.co.za">il sito ufficiale di  Investec Cape Town Art Fair.</a></p>



<p>Ringraziamo di cuore Laura Vincenti per la cortese disponibilità.</p>



<p>Vuoi leggere le storie degli italiani che vivono a Cape Town? <a href="https://mycapetown.it/italiani-cape-town/">Scopri la nostra sezione dedicata alle interviste!</a></p>



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		<title>Con ARP creiamo un dialogo tra Italia e Sudafrica. Intervista ad Alessandra Atti di Sarro.</title>
		<link>https://mycapetown.it/con-arp-creiamo-un-dialogo-tra-italia-e-sudafrica-intervista-ad-alessandra-atti-di-sarro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 15:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra atti di sarro]]></category>
		<category><![CDATA[ARP-Art Residency Project]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[intervista italiani Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[rainbow media NPO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi siamo in compagnia di Alessandra Atti di Sarro che ci coinvolge con passione e orgoglio in un progetto innovativo e interessante che in questi giorni vede come protagonista la...</p>
<p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/con-arp-creiamo-un-dialogo-tra-italia-e-sudafrica-intervista-ad-alessandra-atti-di-sarro/">Con ARP creiamo un dialogo tra Italia e Sudafrica. Intervista ad Alessandra Atti di Sarro.</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi siamo in compagnia di Alessandra Atti di Sarro che ci coinvolge con passione e orgoglio in un progetto innovativo e interessante che in questi giorni vede come protagonista la città di Cape Town. <br><strong>Si chiama ARP-Art Residency Project ed ha come obiettivo il dialogo costante tra Italia e Sudafrica. Un vero e proprio progetto di residenze incrociate fra Italia e Sudafrica in cui un gruppo di giovani artisti può esprimersi, confrontarsi e conoscersi</strong>.<br>La settima edizione, intitolata Talent Exchange, prevede infatti un viaggio in tre città, tra Europa e Africa, per un gruppo di sei artisti da svolgere insieme, in dialogo costante.<br>A supportare il tutto anche Rainbow Media NPO con l’obiettivo di creare ponti tra i due Paesi e costruire e sviluppare la coscienza di quanto la cultura possa contribuire allo sviluppo e alla libertà degli individui. </p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="963" height="960" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-21.jpg" alt="" data-id="3091" data-full-url="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-21.jpg" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=3091" class="wp-image-3091" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-21.jpg 963w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-21-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-21-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-21-768x766.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 963px) 100vw, 963px" /></figure></li></ul></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Intervistiamo Alessandra e scopriamo di più su ARP, il suo progetto Talent Exchange e le numerose iniziative svolte fino adesso.</h2>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading">Buongiorno Alessandra, ti va di raccontarci di Rainbow Media NPO e di che cosa si occupa? </h3>



<p>Rainbow Media è una organizzazione no-profit sudafricana che è stata creata da un gruppo di italiani che hanno rapporti con il Sudafrica di vario tipo: perché ci vivono, perché ci lavorano o perché semplicemente perché amano questo Paese. <br>Rainbow Media è nata con l’idea di promuovere e facilitare lo sviluppo attraverso i media in ogni campo e direzione: arte, musica, teatro, letteratura, informazione e giornalismo. <br> Il termine Media per tutti evoca la televisione, o più recentemente il mondo social che attraverso la rete connette e condivide ogni cosa dovunque, ma spesso non si pensa che Media, ovvero mezzo di comunicazione fra individui, può essere qualsiasi cosa o pratica che accomuna le persone facendole dialogare: anche un buon cibo condiviso può creare un ponte tra culture! <br><strong>Rainbow è nata per fare questo: creare ponti tra Italia e Sudafrica e costruire e sviluppare la coscienza di quanto la cultura possa contribuire allo sviluppo e alla libertà degli individui. </strong><br>E poiché non crediamo che sia utile lavorare da soli, fin dalla nostra nascita abbiamo cercato di essere noi stessi un ponte e una piattaforma di aggregazione con altre realtà affini ed interessate a condividere iniziative. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-26-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3092" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-26-1024x768.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-26-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-26-768x576.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-26-1536x1152.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-26.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Com’è nata l’idea del programma ARP-Art Residency Project ideato dal Centro Luigi Di Sarro e lo scambio tra Italia e Sudafrica?</h3>



<p>Io sono il tramite tra il Centro Luigi Di Sarro e Rainbow Media, perché del Centro, che è intitolato a mio zio che era un’artista sperimentale vissuto negli ’60 e ’70 in Italia, io sono anche vice presidente ed è mia l’idea del progetto ARP. </p>



<p>Così quando nel 2009 il Centro Luigi Di Sarro ha cominciato con gli scambi di mostre e di artisti fra Italia e Sudafrica e Rainbow era ancora solo un sogno per tutti noi, il mio entusiasmo ha contagiato anche il gruppo!     <br> A livello personale, il gruppo ha da subito collaborato alla realizzazione delle prime mostre degli artisti italiani che venivano a Cape Town, partecipando anche alla loro accoglienza e cercando di facilitare la comprensione della storia e delle bellezze della città e del suo territorio. <br> Poi man mano che il progetto ARP si strutturava anche il nostro ruolo cresceva. <br><strong>E così è nata la voluntary organization che dal 2010 ha supportato ARP, che nel frattempo si definiva con un vero e proprio progetto di residenze incrociate fra Italia e Sudafrica. </strong><br> E infine nel 2015 abbiamo deciso di metter mano ad un vero e proprio statuto e alla registrazione della NPO. <br> Ed eccoci qua! <br>Abbiamo lavorato su tante cose: abbiamo sostenuto la nascita e lo sviluppo di una radio comunitaria nella township di Philippi, abbiamo realizzato dei workshop formativi in vari campi sempre diretti a giovani, organizzato eventi di arte e di musica, sempre con l’idea che la cultura possa essere un’arma potente per un mondo libero da condizionamenti.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-20-1024x768.jpg" alt="" data-id="3097" data-full-url="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-20.jpg" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=3097" class="wp-image-3097" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-20-1024x768.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-20-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-20-768x576.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-20-1536x1152.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-20.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-24-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3096" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-24-1-1024x768.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-24-1-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-24-1-768x576.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-24-1-1536x1152.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-24-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Qual è l’obiettivo principale del programma ARP-Art Residency Project?     </h3>



<p>L’obiettivo è sicuramente quello di mettere giovani artisti alla prova. Farli uscire dalla loro comfort zone e spingerli al confronto e al dialogo. <br><strong>Arp è stato fin dall’inizio questo: una piattaforma di dialogo. <br></strong>Chi vinceva la residenza, che ha visto nelle varie edizioni da 2 a 4 partecipanti contemporaneamente, era messo in condizione di confrontarsi con l’altro che seguiva il percorso all’inverso, e devo dire che quasi sempre ne sono rimasti solidi rapporti artistici e personali. <br>Quest’anno poi abbiamo osato ancora di più: siamo andati oltre lo scambio. <br>La settima edizione, intitolata Talent Exchange, prevede un viaggio in tre città, tra Europa e Africa, per un gruppo di sei artisti da svolgere insieme, in dialogo costante.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-17-1024x768.jpg" alt="" data-id="3099" data-full-url="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-17.jpg" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=3099" class="wp-image-3099" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-17-1024x768.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-17-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-17-768x576.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-17-1536x1152.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-17.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Sappiamo che il Centro Luigi Di Sarro è attivo in Sudafrica da più di 10 anni, dove con i due progetti ARP-Art Residency Project e VAA-Video Art Awards, ha fatto viaggiare fino ad oggi 24 giovani artisti. Com’è nato il legame con il Sudafrica ed in particolare con Cape Town? </h3>



<p>Io e mio marito Claudio Farinelli,  senza il cui continuo aiuto e sostegno tutto questo non ci sarebbe, ci siamo innamorati di Cape Town molti molti anni fa. Sono venuta io per la prima volta, nel 1996 per fare un documentario sulla storia della comunità italiana in Sudafrica, e dopo aver girato per un mese per il paese come ultima tappa, arrivai a Cape Town. <br>Che dire? Non volevo più ripartire! <br>E così subito dopo ho insistito per tornarci insieme e da quel momento praticamente non abbiamo mai passato più di 6 mesi lontani da qui. <br> Dunque capirete che è stato naturale cercare di fare qualcosa che fosse un “give back”… </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-25-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3100" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-25-1-1024x768.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-25-1-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-25-1-768x576.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-25-1-1536x1152.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-25-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il programma prevede un percorso itinerante nel quale svolgere un proprio progetto di ricerca in dialogo costante con i luoghi e il gruppo. Come si snoda questo progetto nella città di Cape Town? </h3>



<p>Il gruppo alloggia in una casa nel quartiere di Bo Kaap e già questo per un giovane artista è dirompente: colori, suoni, odori e visi. Il Cape Malay è un viaggio nel viaggio. <br>Poi abbiamo lavorato sugli interessi di ciascuno cercando di assecondare le richieste e le curiosità: quindi siamo finiti sulle spiagge a cercare gusci di kelp e conchiglie, sul Lion’s head per vedere il manto di colori viola che in questa stagione ne avvolge la cima e poter confermare che a Cape Town i leoni non ci sono! <br>Poi siamo andati dove si smistano i rifiuti da riciclare per cercare materiali per la creazione di opere, infine alla ricerca di una macchina da cucire e anche di un pianoforte da suonare. <br>Quindi siamo entrati nelle case delle persone, nei luoghi di tutti i giorni, nei mercati, nel tempio sacro del bargain per i capetoniani: il Milnerton Flea Market. <br>Ovvio abbiamo fatto il giro della penisola del Capo per vedere pinguini a Boulder e la punta di Cape Point. E non abbiamo mancato il Waterfront, che di domenica offre musica ad ogni angolo. Abbiamo visitato i più importanti Musei, dal Planetario allo Zeitz Mocaa e percorso Woodstock, il nuovo polo del design, alla ricerca delle gallerie d’arte e della Street Art.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="850" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-23-1-1024x850.jpg" alt="" data-id="3101" data-full-url="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-23-1.jpg" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=3101" class="wp-image-3101" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-23-1-1024x850.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-23-1-300x249.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-23-1-768x638.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-23-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono stati i criteri di selezione di ciascun artista?</h3>



<p>Il progetto ha come main contributor il Ministero degli affari esteri italiano, che ha finanziato il Centro Di Sarro attraverso un bando, che il Centro ha vinto. <br>Poi è stata emessa una call alla quale erano ammessi a presentare progetti artisti under 30 da Italia, Spagna e Sudafrica. <br>La Spagna è la novità di questa edizione che punta sull’idea di viaggio ed è stata possibile grazie alla disponibilità a offrire i propri spazi di una galleria spagnola, Suburbia Contemporary Art, che è coinvolta nell’attività del nuovo Project Space aperto qualche mese fa da Jake Aikman a Woodstock. <br> Aikman è stato uno dei partecipanti ad ARP anni fa e quindi questa collaborazione ci rende doppiamente orgogliosi. <br> Ma torniamo alla selezione: la call prevedeva una giuria che ha esaminato e votato tutte le domande e scelto i vincitori che sono: per l’Italia Alessio Barchitta e Giulia Fumagalli, per la Spagna Salvador Gomez e Viktoria Nianiou, per il Sudafrica Grace Mokalapa e Zana Masombuka.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sappiamo che il gruppo di artisti vincitori di ARP 7Edition è arrivato il 10 Novembre e sta lavorando presso Satellite. Come possono interagire i cittadini e appassionati d’arte con gli artisti?</h3>



<p>Abbiamo previsto in ognuna delle tappe del viaggio un momento di confronto con il pubblico locale. Il 23 novembre c’è stato un incontro con gli artisti per  ammirare la prima parte del lavoro, quello prodotto qui a Cape Town. <br>È stata una mostra interessantissima scaturita dall’incontro di sei giovani e vulcaniche menti creative e dal fantastico scenario naturale e umano che la Città Madre ci ha offerto in queste settimane, Cape doctor a 40 nodi compreso!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-19-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3102" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-19-1024x1024.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-19-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-19-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-19-768x768.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-19.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-7-1024x768.jpg" alt="" data-id="3103" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=3103" class="wp-image-3103" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-7-1024x768.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-7-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-7-768x576.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-7-1536x1152.jpg 1536w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-7.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-13-1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3105" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-13-1-768x1024.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-13-1-225x300.jpg 225w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-13-1.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Qual è il destino degli artisti dopo le residenze? </h3>



<p>Chi può dirlo, tra i giovani che sono venuti con noi a Cape Town ce ne sono alcuni che hanno stabilito contatti duraturi con gallerie locali, altri che hanno proseguito altrove la ricerca fatta qui. Certamente Cape Town rimane negli occhi e nel cuore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cape Town ha recentemente visto l’apertura del Museo di Arte Contemporanea Zeitz Mocaa. Come ha inciso, secondo te, questa apertura sul panorama dell’arte sudafricana?</h3>



<p>Lo Zeitz è sicuramente diventato in brevissimo tempo un punto di riferimento per il turismo e gli appassionati di arte contemporanea, anche per le tante iniziative che propone e per la magnifica ristrutturazione del vecchio silos. <br>Insieme alla Norval Foundation che ha sede a Tokai nei Southern Suburbs, lo Zeitz Mocaa contribuisce certamente a smuovere le acque: per esempio in questi giorni nei due musei c’è una fantastica mostra che illustra il lavoro di William Kentridge accanto alle collezioni  permanenti di arte contemporanea africana. <br> Sono tasselli che insieme ai musei nazionali e alla grandissima vivacità delle gallerie d’arte di cui è ricca la città stanno mettendo Cape Town sulla mappa degli appassionati e dei collezionisti internazionali. </p>



<p>Grazie mille Alessandra per la tua cortese disponibilità!</p>



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<p></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-30870" data-img="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/12/unnamed-7.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/con-arp-creiamo-un-dialogo-tra-italia-e-sudafrica-intervista-ad-alessandra-atti-di-sarro/">Con ARP creiamo un dialogo tra Italia e Sudafrica. Intervista ad Alessandra Atti di Sarro.</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe La Gattuta: “Ho portato i carciofi in Sudafrica”.</title>
		<link>https://mycapetown.it/giuseppe-la-gattuta-ho-portato-i-carciofi-in-sudafrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 15:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[fare business in sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe La Gattuta]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe La Gattuta Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare in sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[trasferirsi a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[trasferirsi in Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[vivere a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[vivere in sudafrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Palermitano d’origine, cittadino del mondo, Giuseppe La Gattuta si trasferisce a Cape Town 10 anni fa, ammaliato dalla natura e dai paesaggi straordinari. È proprio a Cape Town che nota...</p>
<p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/giuseppe-la-gattuta-ho-portato-i-carciofi-in-sudafrica/">Giuseppe La Gattuta: “Ho portato i carciofi in Sudafrica”.</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Palermitano d’origine, cittadino del mondo, Giuseppe La Gattuta si trasferisce a Cape Town 10 anni fa, ammaliato dalla natura e dai paesaggi straordinari. <br>È proprio a Cape Town che nota la mancanza di un prodotto, tanto amato da noi italiani: i carciofi. Sarà proprio Giuseppe il primo a coltivare e produrre carciofi in Sudafrica, avviando un business ormai consolidato.  Oggi siamo in compagnia di Giuseppe La Gattuta che in questa intervista ci racconta della sua avventura imprenditoriale e di vita in Sudafrica e di un viaggio on the road straordinario da Cape Town a Palermo! </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ciao Giuseppe, ci racconti da quanto tempo vivi a Cape Town e che cosa ti ha spinto a trasferirti in questa bella metropoli?</strong></h2>



<p>Vivo a Cape Town dai primi di gennaio del 2012; ero già stato in vacanza in questa splendida città diverse volte a partire dal 2003, ma è stato dopo un viaggio in giro per il mondo durato 10 mesi (il classico anno sabbatico) che ho avuto voglia di ripartire da zero in un altro continente, così ho deciso di trasferirmi a Cape Town.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sappiamo che sei il primo a Cape Town ad aver avuto l’idea di coltivare e vendere carciofi. Ci racconti che cosa ti ha ispirato?</h2>



<p>Volendo iniziare un percorso tutto nuovo non mi ero posto limiti rispetto alle possibilità lavorative in questa nuova avventura personale. Iniziai per caso con la produzione di limoncello, che ancora oggi mi dà grandi soddisfazioni, essendo viene distribuito in tutto il Sudafrica.<br>Successivamente, vedendo che il clima è molto simile alle zone meridionali italiane e notando che qui la terra è molto generosa mi venne l’idea di fare una piantagione di carciofi. Dopo aver avuto le autorizzazioni dal Ministero Pesca e Agricoltura, in tempi velocissimi, importai 25000 bulbi di violetto siciliano che qui ha subito trovato il suo habitat ideale. Il prodotto finale è sempre stato di ottima qualità e facilmente vendibile sui mercati locali.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/c84175db-031a-46b1-93f7-77236a13c612-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2917" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/c84175db-031a-46b1-93f7-77236a13c612.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/c84175db-031a-46b1-93f7-77236a13c612-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A Wellington, vicino Cape Town, hai aperto anche una farm dove è possibile soggiornare e provare un’ottima cucina presso il tuo ristorante La Nassa. È stato facile aprire questa attività a livello burocratico?</h2>



<p>Da un paio di anni mi sono spostato nella zona dei vini precisamente a Wellington dove ho una farm e coltivo i miei carciofi, asparagi, faccio il mio limoncello e da qualche anno anche un vino di ispirazione prettamente siciliana.<br> All’interno della <a href="http://www.sebisa.co.za">farm</a> ho una guest house con SPA e un ristorante italiano. </p>



<ul class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="575" height="420" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/2ddf4c1a-0f26-434c-b473-b33c72c7d045.jpg" alt="" data-id="2918" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=2918" class="wp-image-2918" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/2ddf4c1a-0f26-434c-b473-b33c72c7d045.jpg 575w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/2ddf4c1a-0f26-434c-b473-b33c72c7d045-300x219.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="429" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/bcbb66f4-f14b-4959-aa97-1c7d689f00a8.jpg" alt="" data-id="2919" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=2919" class="wp-image-2919" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/bcbb66f4-f14b-4959-aa97-1c7d689f00a8.jpg 576w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/bcbb66f4-f14b-4959-aa97-1c7d689f00a8-300x223.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure></li></ul>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/9a26fc3a-947a-425e-8857-98e3b751d44a.jpg" alt="" data-id="2923" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=2923" class="wp-image-2923" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/9a26fc3a-947a-425e-8857-98e3b751d44a.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/9a26fc3a-947a-425e-8857-98e3b751d44a-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/9a26fc3a-947a-425e-8857-98e3b751d44a-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/9a26fc3a-947a-425e-8857-98e3b751d44a-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono stati i primi passi per avviare il tuo business in Sudafrica?</h2>



<p>La cosa che ha sicuramente agevolato la messa in pratica di tutte le mie folli idee è stato il basso rischio economico per l’avviamento e la velocità  delle pratiche burocratiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Se un tuo connazionale ti chiedesse tre consigli per avviare un business in Sudafrica, quali sarebbero?</h2>



<p>Oggi le leggi sull’ottenimento di un visto lavorativo o permanente qui in Sudafrica sono cambiate quindi non è certamente semplice come quando io mi sono trasferito qui.</p>



<p style="text-align:center"><strong>Per conoscere il procedimento per fare business a Cape Town e avviare un attività in Sudafrica, contattaci a immigrazione@mycapetown.it. Ti risponderà il nostro partner legale per una consulenza.</strong></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi consigli di trasferirsi a vivere a Cape Town? E a chi, invece, lo sconsigli?</h2>



<p>Sicuramente consiglio a tutti coloro volessero cambiare vita di venire in Sudafrica perché gli aspetti positivi sono sicuramente maggiori di quelli negativi.<br>
Sia la città di Cape Town che le sue zone vicine offrono scenari mozzafiato, posti stupendi e una qualità della vita migliore di quella italiana, a costi accettabili.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="678" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/7a3bf1ba-a012-4f20-98f0-ca8a41213ddb-1024x678.jpg" alt="" class="wp-image-2920" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/7a3bf1ba-a012-4f20-98f0-ca8a41213ddb.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/7a3bf1ba-a012-4f20-98f0-ca8a41213ddb-300x199.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/7a3bf1ba-a012-4f20-98f0-ca8a41213ddb-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i tuoi luoghi del cuore in città, dove ami trascorrere il tuo tempo libero?</h2>



<p>Personalmente non mi stanco mai di visitare le farm della zona dei vini o girare per Cape Town con tutti i suoi ristoranti internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sappiamo che hai fatto un viaggio on the road bellissimo da Cape Town a Palermo in 45 giorni. Com’è andata?</h2>



<p>Cape Town è una città multietnica con tanta storia e tanti input da potere trasformare in realtà. Proprio vivendo qui mi è venuta voglia di fare un viaggio in macchina attraversando tutto il continente africano fino ad arrivare in Italia. Quest’anno siamo partiti in 3 con la mia jeep ed abbiamo macinato 15000 km di strade, più o meno praticabili, fino ad arrivare a Palermo, la mia città di origine.<br> Il viaggio aveva il nome di Capetocapo perché siamo partiti da Città del Capo fino al mercato storico di Palermo chiamato il “Capo”. È stato un viaggio incredibile, uno di quelli che sogni da bambino. Ho accumulato emozioni ed esperienze personali difficilmente descrivibili.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/df98a258-f15c-4e0a-8ecb-6ce61b8566f7.jpg" alt="" class="wp-image-2921" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/df98a258-f15c-4e0a-8ecb-6ce61b8566f7.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/df98a258-f15c-4e0a-8ecb-6ce61b8566f7-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/df98a258-f15c-4e0a-8ecb-6ce61b8566f7-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/df98a258-f15c-4e0a-8ecb-6ce61b8566f7-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/c8ad69c4-e4b6-4559-9a7f-6907ef748789-2.jpg" alt="" class="wp-image-2922" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/c8ad69c4-e4b6-4559-9a7f-6907ef748789-2.jpg 640w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/c8ad69c4-e4b6-4559-9a7f-6907ef748789-2-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/c8ad69c4-e4b6-4559-9a7f-6907ef748789-2-300x300.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa hai imparato dal tuo trasferimento in Sudafrica?</h2>



<p>Ogni volta che una persona si mette in discussione si aprono mondi nuovi e affascinanti, si cresce e si conoscono dinamiche diverse dal tuo posto di origine. Uscire dalla confort zone non è facile ma se vuoi vivere una vita a 360 gradi, secondo me vale la pena di rischiare, quindi che sia Sudafrica o qualsiasi altro posto vivetevi l’esperienza.</p>



<ul class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="769" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/da049660-5f67-4a5d-a1a1-2674d3d8087d-1024x769.jpg" alt="" data-id="2924" data-link="https://mycapetown.it/?attachment_id=2924" class="wp-image-2924" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/da049660-5f67-4a5d-a1a1-2674d3d8087d.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/da049660-5f67-4a5d-a1a1-2674d3d8087d-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/da049660-5f67-4a5d-a1a1-2674d3d8087d-768x577.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Ci sembra di capire che hai davvero tante idee e spirito di iniziativa. Hai in cantiere nuovi progetti?</h2>



<p>I miei prossimi progetti sono al momento basati sui viaggi a 4 ruote, ormai per me è come una droga…..quindi appuntamento con capetocapo aprile 2020 in Sud America da Cape Horn in Argentina a Cabo della Vela in Colombia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grazie mille Giuseppe per la tua disponibilità e cortesia.</h2>



<p>Visitate la Farm di Giuseppe  La Gattuta “Sebisa”, nella cittadina di Wellington, per trascorrere piacevoli giornate, gustando l’ottima cucina presso il suo ristorante La Nassa.<br> DOVE: <br> Sebisa in 172 Malanstasie Road, Wellington 7655 Sudafrica</p>



<p>Sei curioso di leggere altre interviste di italiani che vivono a Cape Town? <br><a href="https://mycapetown.it/italiani-cape-town/">Consulta la nostra sezione dedicata!</a></p>



<p>Vuoi trasferirti in Sudafrica ma non conosci i passaggi necessari? <br>Contattaci a immigrazione@mycapetown.it per ricevere una consulenza legale dal nostro avvocato partner, Guido Angelucci.</p>



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<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-29140" data-img="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/09/0ba4dcfe-d847-4692-a8ee-3ede152a7875.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/giuseppe-la-gattuta-ho-portato-i-carciofi-in-sudafrica/">Giuseppe La Gattuta: “Ho portato i carciofi in Sudafrica”.</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Marta Gobbo: ho aperto la prima enoteca a Cape Town e non potrei essere più felice!</title>
		<link>https://mycapetown.it/marta-gobbo-ho-aperto-la-prima-enoteca-a-cape-town-e-non-potrei-essere-piu-felice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[carlotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 08:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food & Wine]]></category>
		<category><![CDATA[italiani a Cape Town]]></category>
		<category><![CDATA[enoteca cape town]]></category>
		<category><![CDATA[interviste italiani]]></category>
		<category><![CDATA[marta gobbo]]></category>
		<category><![CDATA[Openwine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi siamo in compagnia di Marta Gobbo che insieme al suo compagno Raphael Paterniti ha fondato la prima enoteca di Cape Town: Openwine! Un progetto impegnativo e appassionante in grado...</p>
<p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/marta-gobbo-ho-aperto-la-prima-enoteca-a-cape-town-e-non-potrei-essere-piu-felice/">Marta Gobbo: ho aperto la prima enoteca a Cape Town e non potrei essere più felice!</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi siamo in compagnia di Marta Gobbo che insieme al suo compagno Raphael Paterniti ha fondato la prima enoteca di Cape Town: Openwine! </p>



<p>Un progetto impegnativo e appassionante in grado di portare in centro città i migliori vini sudafricani del Western Cape. In questa intervista, Marta ci racconta di Openwine, della tradizione vinicola sudafricana e della sua travolgente passione per Cape Town!</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-9-1-1024x768.jpg" alt="Intervista Marta Gobbo" class="wp-image-2783" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-9-1-1024x768.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-9-1-300x225.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-9-1-768x576.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-9-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Buongiorno Marta, ci racconti come è iniziata la tua avventura a Cape Town?</strong></h2>



<p><br> Insieme al mio compagno Raphael Paterniti e i nostri due figli abbiamo vissuto a Trieste fino a luglio del 2015: un buon lavoro, tanti amici, una bella casa. Nonostante questi elementi avevamo la costante sensazione che nelle nostre vite niente sarebbe cambiato. La nostra non è stata una fuga o un capriccio, volevamo avere la possibilità di cambiare. Volevamo usare al meglio le nostre competenze, le nostre idee ed energie.<br> Così, tra il 2013 al 2014, siamo andati insieme ai nostri figli a Città del Capo per un mese, durante le vacanze di Natale. Era la prima volta per noi, attratti dal clima mediterraneo e dalla tradizione vinicola. Una possibilità unica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa ti ha spinto a vivere a Cape Town e ad aprire Openwine, il primo Wine Bar della città?</h2>



<p><br> Una volta a Cape Town è nato subito in noi il desiderio di vivere in questa città. Ben presto però abbiamo capito che per trasferirsi era necessario ottenere un Visto Business, dunque avevamo bisogno di un progetto business! Così abbiamo pensato di mettere a frutto le nostre competenze e di farlo nel campo dell’ospitalità &#8211; partendo dal vino. Ed ecco Openwine!<br>Dopo tante difficoltà, soltanto nell’agosto 2015 siamo stati in grado di trasferirci a Cape Town! Per 10 mesi siamo rimasti qui senza poter aprire la nostra attività, abbiamo sfruttato questo tempo per studiare tanto, conoscere i produttori ed entrare davvero in contatto con la tradizione vinicola del Sudafrica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è il concept di Openwine?</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed.jpg" alt="" class="wp-image-2785" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed.jpg 1000w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><br>Il format di Openwine è semplicissimo: è un’enoteca. La prima e unica enoteca di Cape Town! <br> Prima di aprila ci siamo chiesti perché non ci fosse nessuna enoteca in città. Abbiamo pensato che l’ostacolo fosse di tipo legale o che i produttori vinicoli non fossero collaborativi. Non era così. <br>I produttori al contrario sono stati felicissimi di poter portare i propri vini in centro città! In questo modo il turista e il local possono assaggiare più etichette, anche a bicchiere, con estrema facilità. Le cantine sono felicissime di questa collaborazione, ci raccomandano a tutti i loro clienti!<br>Se sei appassionato di vino Openwine è il posto perfetto per te: puoi incontrare altri appassionati e esperti con cui confrontarti. <br>Si beve, si impara e ci si conosce creando e alimentando la cultura intorno al vino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Servite solo vini sudafricani o anche italiani?</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/04/grapes-2749415_1920-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1551" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/04/grapes-2749415_1920-1024x683.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/04/grapes-2749415_1920-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/04/grapes-2749415_1920-768x512.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2018/04/grapes-2749415_1920.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Serviamo solo vini sudafricani: intanto perché sono straordinari e poi perché  spesso sono poco accessibili nell’offerta locale al bicchiere. A volte sono vini di nicchia, magari naturali o bio-dinamici, e spesso raggiungono più un fretta le enoteche di Londra o Tokyo che le wine list sudafricane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è il processo di selezione dei vini che vengono serviti nella tua enoteca e il rapporto con i produttori locali?</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-2.jpg" alt="" class="wp-image-2786" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-2.jpg 1000w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-2-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-2-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/unnamed-2-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><br> Bere e ascoltare. <br> Con Raphael assaggiamo tutti i vini che sono sulle nostre mensole. <br> Se dello stesso vino esce una nuova annata, la assaggiamo nuovamente. <br> Facciamo una selezione non solo all’interno del portfolio dei vari distributori ma anche di una singola cantina! Facciamo circa tre tasting alla settimana. <br>E poi ascoltare i produttori. Ci piace ascoltare la storia di un vino, del perché è stato creato, perché è stato scelto un vitigno piuttosto che un altro e così via. <br>Abbiamo circa 300 etichette. <br>Non abbiamo una wine list proprio perché ci piace cambiare di frequente. <br> Immaginate com’è difficile per chi lavora con noi ricordarsi di tutte le etichette. Quello che aiuta è proprio conoscere la storia di un vino, incontrare i produttori, visitare le cantine. Non è più uno studio, ma una conoscenza che arriva da un ricordo.<br>Una volta a settimana facciamo inoltre un training di due ore con lo staff. Invitiamo un produttore o un distributore o un wine ambassador per conoscere a fondo un vino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da quante persone è composto Openwine?</h2>



<p><br>Siamo in 13, compreso il mio compagno ed io. Siamo tanti perché lo scorso maggio abbiamo aperto un secondo Openwine!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ci racconti qualcosa di più di questa recente apertura?</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/50530618_2019885214732648_503013354093150208_o-1024x1024.jpg" alt="Openwine Old Biscuit Mill" class="wp-image-2784" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/50530618_2019885214732648_503013354093150208_o-1024x1024.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/50530618_2019885214732648_503013354093150208_o-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/50530618_2019885214732648_503013354093150208_o-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/50530618_2019885214732648_503013354093150208_o-768x768.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/50530618_2019885214732648_503013354093150208_o.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Abbiamo aperto una seconda enoteca all’interno di The Old Biscuit Mill a Woodstock, proprio di fronte al Ristorante Numero Uno del continente africano: The Test Kitchen.<br> Siamo felicissimi, la zona è molto movimentata. <br>Con questa seconda enoteca lavoriamo infatti molto di più con i turisti. <br>Per adesso è solo un Wine Shop. Ma ospitiamo moltissime degustazioni che facciamo intorno a un lunghissimo tavolo dove poter assaggiare, confrontarsi e appassionarsi di vino!</p>



<h2 class="wp-block-heading">In Sudafrica vi è una tradizione vinicola molto forte. Come è stato accolto Openwine dai capetowniani?</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/07/vineyard-716443_1920-1024x681.jpg" alt="Cape Town vini sudafrica" class="wp-image-2704" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/07/vineyard-716443_1920-1024x681.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/07/vineyard-716443_1920-300x200.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/07/vineyard-716443_1920-768x511.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/07/vineyard-716443_1920.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Il Sudafrica è il primo produttore al mondo di Chenin Blanc, che veniva tradizionalmente impiegato nella produzione del Brandy. Il Paese è molto forte anche nella produzione della birra. In Sudafrica il consumo di brandy e di birra è tre volte quello del vino. <br>La tradizione vinicola del Sudafrica è forte ma è molto recente. Ha iniziato da poco a fare vini competitivi con i vini italiani o francesi. Solo adesso vi è una cultura del vino in crescita. Una crescita sperimentale, libera. Non ha una tradizione fortemente radicata. <br>Questo vuol dire che vi è più sperimentazione, più innovazione. <br>Ma questo non significa improvvisazione, anzi! </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sappiamo che da Openwine vi è anche la possibilità di fare anche degustazioni  di piatti italiani. Ci racconti come funziona?</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/38734212_1798577063530132_8916944159147819008_o-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2787" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/38734212_1798577063530132_8916944159147819008_o-1024x1024.jpg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/38734212_1798577063530132_8916944159147819008_o-150x150.jpg 150w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/38734212_1798577063530132_8916944159147819008_o-300x300.jpg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/38734212_1798577063530132_8916944159147819008_o-768x768.jpg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/38734212_1798577063530132_8916944159147819008_o.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br> I nostri piatti sono ispirati alla cucina italiana, non siamo un ristorante. <br> Lavoriamo solo con materia prima locale (tranne il parmigiano!) coniugandola con ricette di tradizione italiana e il desiderio di incrociare il gusto locale. <br>È un punto di incontro tra le due cucine. <br> Serviamo ad esempio una bellissima selezione di formaggi (<a href="https://mycapetown.it/portato-la-mozzarella-sudafrica-intervista-davide-ostuni-puglia-cheese/">di Puglia Cheese</a>) e salumi locali che ci fornisce un produttore, Richard Bosman, che ha studiato proprio in Italia. <br>Serviamo inoltre i tipici “cicchetti” veneti e abbiamo un menù degustazione con quattro portate che cambiamo ogni due settimane. Partiamo dal vino e da lì abbiniamo quattro piatti diversi. Scegliamo quattro vini e abbiniamo quattro portate: è una proposta, naturalmente. Si può goderla tutta intera, ordinando un ‘full paring’ &#8211; o scegliere di abbinare qualsiasi vino a qualsiasi cibo.</p>



<p></p>



<p style="text-align:center"><a href="https://mycapetown.it/portato-la-mozzarella-sudafrica-intervista-davide-ostuni-puglia-cheese/">Leggi anche l&#8217;intervista che abbiamo fatto a Davide di Puglia Cheese!</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono secondo te tre luoghi da non perdere di Cape Town?</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="625" src="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2017/11/iu-e1517408537738-1024x625.jpeg" alt="" class="wp-image-1382" srcset="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2017/11/iu-e1517408537738-1024x625.jpeg 1024w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2017/11/iu-e1517408537738-300x183.jpeg 300w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2017/11/iu-e1517408537738-768x468.jpeg 768w, https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2017/11/iu-e1517408537738.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>La veranda del Mount Nelson Hotel degustando il loro bloody Mary e il loro clubsandwich! Mi piace andare lì e rilassarmi con un bel libro nel prato. È stato ritinteggiato lo scorso anno in occasione del Centenario della Grande Guerra.<br>Mi piace perdermi nella libreria The Book Lounge, in Roeland Street.<br> E tutto ciò che è vicino al mare. Mi piace passeggiare sulla spiaggia di Muizenberg insieme al mio cane Barìk, un boxer tedesco nato in una Wine farm. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </p>



<p>Grazie mille Marta per la tua disponibilità e per questa bellissima intervista!<br>Se volete andare a trovare Marta gli indirizzi delle sue enoteche Openwine sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>In 72, Wale Street | Città del Capo</li><li>In The Old Biscuit Mill, 375 Albert Rd. | Città del Capo<br> Per altre informazioni consultate il <a href="http:// http://openwineza.co.za">sito web officiale</a> e la <a href="https://www.facebook.com/openwineza/">pagina Facebook ufficiale</a>!</li></ul>



<p>Volete scoprire altre storie di italiani che vivono in Sudafrica? <a href="https://mycapetown.it/italiani-cape-town/">Consultate la nostra sezione dedicata alle interviste!</a></p>



<p>Il tuo sogno è trasferirti in Sudafrica ma non sai da che parte iniziare? <a href="https://mycapetown.it/trasferirsi-in-sudafrica-informazioni-utili-e-documenti-necessari/">Contattaci per un supporto legale</a> a immigrazione@mycapetown.it!</p>



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<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-27790" data-img="https://mycapetown.it/wp-content/uploads/2019/08/68712062_2312389398815560_3333218363445870592_o.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://mycapetown.it/marta-gobbo-ho-aperto-la-prima-enoteca-a-cape-town-e-non-potrei-essere-piu-felice/">Marta Gobbo: ho aperto la prima enoteca a Cape Town e non potrei essere più felice!</a> proviene da <a href="https://mycapetown.it">My CapeTown</a>.</p>
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